Una grande berlina di lusso per conquistare clienti, soprattutto negli Stati Uniti e in Cina: la Volvo presenta al Salone di Detroit di gennaio la S90, erede spirituale della S80, ma radicalmente nuova. Costruita sulla stessa piattaforma modulare Scalable Product Architecture utilizzata per l’ultima Suv XC90, la S90 è la classica berlina di rappresentanza, che per affermarsi in un segmento conservatore e dominato dai marchi tedeschi – dovrà vedersela con BMW Serie 5 e Mercedes Classe E – deve proporre tecnologie originali. La S90 lo fa con una propulsione ibrida, chiamata T8 Twin Engine, di cui per ora non si conoscono i dettagli tecnici; con un sistema di guida semi-autonoma Pilot Assist che corregge da solo la traiettoria in autostrada fino a 130 km/h; e poi con alcuni sistemi di sicurezza inediti, come la nuova funzione del City Safety che ora, oltre a individuare pedoni e ciclisti, frena se rileva la presenza di animali di grandi dimensioni, come cervi, cavalli o alci, un’eventualità non così rara in Svezia, dove l’auto è stata concepita.

La produzione del modello inizierà la prossima primavera e, secondo quanto dichiarato dal capo delle vendite Bjorn Annwall ad Automotive News Europe, dovrebbe vedere Cina e Stati Uniti come mercati principali, e clienti in gran parte di conquista visto che la S80 è stata un modello di scarsa diffusione. La Volvo è stata venduta dalla Ford alla cinese Geely nel 2010; il 2015 dovrebbe essere il migliore anno della storia del marchio, con una proiezione di 500.000 unità vendute nel mondo. L’obiettivo a lungo termine, per il marchio, e raggiungere le 800.000 unità nel 2020.

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