Nell’arena della Motogp torna un altro leone. Casey Stoner nel 2016 sarà, infatti, collaudatore e testimonial della Ducati, scuderia con cui ha vinto il mondiale nel 2007. A dare l’annuncio ufficiale è stata la casa di Borgo Panigale: “Casey è sempre rimasto nel cuore dei ducatisti – ha commentato l’ad Claudio Domenicali – sono entusiasta che abbia deciso di tornare a far parte della nostra famiglia”. “Sono davvero emozionato  – ha detto il polota australiano – ho tanti bei ricordi degli anni in cui ho lavorato con Ducati e l’occasione di poter di nuovo collaborare con loro è davvero speciale”. Stoner in carriera ha vinto un altro titolo iridato, nel 2011 sulla Honda, prima di ritirarsi l’anno successivo a soli 27 anni.

E’ vero che nel 2016, almeno inizialmente, non scenderà in pista e si limiterà ad aiutare i due piloti Dovizioso e Iannone, tuttavia quello dell’australiano non sarà un ritorno in punta di piedi: per quello che il pilota ha rappresentato per la Motogp ma anche per il momento particolare che sta vivendo il mondo delle due ruote dopo il finale di stagione ad altissima tensione. La rivalità con Valentino Rossi alla fine degli anni 2000 è stata forse più accesa rispetto a quella recente dell’italiano con Jorge Lorenzo e Marc Marquez. L’episodio che più viene ricordato è il sorpasso al Cavatappi di Laguna Seca nel 2008: il Dottore ebbe la meglio e Stoner lo accusò di essere stato troppo “fisico” nel duello. Fu allora che tra i due si ruppe qualcosa, tanto che anni dopo Valentino ritornò sull’episodio: “Iniziò ad odiarmi solo perché perse quel duello a Laguna Seca. Non è mai stato abbastanza uomo da accettare quella sconfitta”. I detrattori di Rossi, al contrario, sostengono che sia Rossi a non aver mai accettato le vittorie dell’australiano sulla Ducati, moto su cui lui ha invece fallito.

Ma non è fantascienza che nel 2016 Stoner torni in pista anche qualche domenica: grazie a una wild card potrebbe infatti tornare in gara, magari nella sua Phillip Island dove ha vinto dal 2007 al 2012.  Se così fosse, non si tirerebbe indietro a fare sportellate con gli altri piloti, a partire da Rossi che avrà già il suo bel da fare con i rivali spagnoli. E se il mondiale 2016 inizierà come è finito il 2015, tensione e scintille sono assicurati. In pista e fuori.

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