Riprendevano le lezioni e poi le facevano girare su WhatsApp, accompagnate da frasi di scherno nei confronti dei professori. Ventidue studenti della scuola media Mario Costa di San Francesco al Campo, in provincia di Torino, sono stati così sospesi dalla preside, dopo la denuncia di un docente.

Gli allievi di seconda e terza media si scambiavano, tramite l’app di messaggistica istantanea, foto, video e registrazioni dei professori, commentandoli e prendendoli in giro. Durante una lezione, però, uno dei docenti ha sorpreso alcuni studenti che ridevano davanti a uno smartphone. A quel punto il professore ha deciso di sequestrare il cellulare e controllarne il contenuto: ha scoperto così il gruppo whatsapp sul quale gli studenti chattavano e si scambiavano le immagini, tra cui anche quelle di alcune studentesse che si erano fotografate tra loro negli spogliatoi della palestra dell’istituto.

La dirigente Adriana Veiluva, ha subito sospeso i ragazzini: i sei considerati i maggiori responsabili, per un giorno, mentre i restanti sedici per alcune ore ma con obbligo di frequenza. “Si è trattato di una violazione del regolamento di istituto che vieta di utilizzare gli smartphone e simili durante l’orario scolastico – ha spiegato la dirigente scolastica – e quindi era giusto applicare una sanzione”. Gli studenti, inoltre, dovranno frequentare corsi sull’uso corretto dei telefonini.

Dopo la sospensione degli allievi è scattata però la protesta dei genitori, che sostengono che la requisizione dei telefonini e la visione dei contenuti registrati sono atti che violano le leggi sulla privacy e hanno chiesto di incontrare la dirigente, mentre alcuni docenti hanno manifestato l’intenzione di sporgere denuncia.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Sassari, “agnelli stranieri spacciati per sardi”: chiesto il rinvio a giudizio per 130

next
Articolo Successivo

Via Crucis, l’inchiesta di Nuzzi sul Vaticano segreto. “Il Papa sa di investimenti della Chiesa usati per fabbricare armi”

next