Il pm Antonello Gustapane ha chiesto l’archiviazione per il sindaco di Imola Daniele Manca, il vicesindaco Stefano Visani e gli altri componenti della giunta del Comune in provincia di Bologna in carica nel 2008, indagati per abuso di ufficio nell’inchiesta sull’affidamento per 10 anni alla società Area Blu Spa del servizio di gestione dei dispositivi automatici di rilevazione delle infrazioni semaforiche.

A novembre furono inviati 15 avvisi di fine indagini ad amministratori e tecnici e furono sequestrati i ‘photored’ nei comuni di Imola, Castel San Pietro e Dozza Imolese; successivamente però il Riesame ne dispose il dissequestro. E all’esito di interrogatori, memorie difensive e ulteriori verifiche della Gdf, la Procura ha inoltrato al Gip richiesta di archiviazione per sindaco e vicesindaco (difesi dall’avvocato Guido Magnisi), per gli assessori che approvarono l’affidamento del servizio (Valter Galavotti, Raffaella Salieri, Ivan Vigna, Luciano Mazzini, Monica Campagnoli, Andrea Bondi e Daniele Montroni), per Simonetta D’Amore e Andrea Tommasoli, rispettivamente segretario generale e Mobility Manager del Comune. La Procura ha chiesto invece il rinvio a giudizio per Daniele Brighi, all’epoca comandante del corpo unico polizia municipale 5 Castelli, Giorgio Benvenuti, comandante della polizia municipale a Imola, Marina Morara, ispettore di vigilanza incaricata di posizione organizzativa e Giancarlo Manara, responsabile pro tempore del servizio Mobilità e trasporti del Comune.

Alla luce degli accertamenti svolti, per la Procura sindaco e assessori “sono stati ingannati” da Benvenuti, dirigente della municipale, sulla regolarità dello schema di delibera, con parere favorevole di regolarità tecnica, “così da essere stati indotti in errore”. Per l’avvocato Magnisi è una decisione “molto importante perché distingue con chiarezza responsabilità politiche da responsabilità tecnico-amministrative”.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Articolo Precedente

Bologna, uccide la madre a coltellate e poi si butta dalla finestra: “Salvato dai fili per stendere i panni”

prev
Articolo Successivo

Giusti tra le Nazioni, il riconoscimento alla famiglia di Modena che salvò due concertisti ebrei e le figlie

next