Il consiglio d’amministrazione di Cassa depositi e prestiti, sotto la presidenza di Franco Bassanini, ha approvato martedì 16 giugno “la manifestazione di interesse, preliminare e non vincolante, a partecipare, con un ammontare fino a 1 miliardo di euro in qualità di investitore garantito, al capitale della società di servizio per la patrimonializzazione e la ristrutturazione delle imprese italiane”. Si tratta del veicolo attraverso cui il governo intende intervenire per ricapitalizzare gruppi strategici in difficoltà come l’Ilva. “La società – si legge nella nota – si pone la finalità di investire in aziende italiane con adeguate prospettive industriali e di mercato, ma con temporanei squilibri patrimoniali e finanziari, al fine di ripristinarne la redditività a lungo termine”.

La discesa in campo di un veicolo ad hoc è stata studiata per aggirare i vincoli che impediscono a Cdp di entrare nella partita del siderurgico di Taranto: la cassa che gestisce il risparmio postale degli italiani non può infatti investire direttamente in realtà che non siano in utile. Mentre in teoria nulla le impedirà di entrare nel capitale di questa nuova società di servizio, che a sua volta prenderà in affitto gli impianti dell’Ilva.

Il cda del gruppo pubblico si è riunito per discutere di strategie aziendali e del futuro dei vertici manageriali. Nessun consigliere ha però presentato dimissioni, mentre come è noto il governo di Matteo Renzi punta a rottamare il presidente e l’attuale amministratore delegato Giovanni Gorno Tempini.

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