L’amministrazione e la città si sono adoperate attivamente per rispondere all’emergenza migranti. Ma per il sindaco Giuliano Pisapia “più di così Milano non può fare”. Nel giorno del vertice in prefettura col ministro Angelino Alfano e il prefetto Francesco Paolo Tronca per fare fronte agli arrivi dei profughi in Stazione Centrale, il primo cittadino ribadisce che “l’amministrazione e la città hanno già fatto la loro parte, e continueranno a farla”. Ma, pur riconoscendo che “la catena di solidarietà è stata straordinaria”, chiede “che non vengano inviati ulteriori profughi in città”.

“Con il ministro oggi – ha continuato Pisapia – abbiamo fatto importanti passi avanti per affrontare le criticità dovute al grande afflusso di profughi a Milano. Siamo costantemente impegnati per conciliare, come sta accadendo, il decoro della città, la legalità, la sicurezza e i bisogni dei cittadini, con il doveroso aiuto a chi scappa dalla fame e dalle guerre“. Il sindaco ha inoltre aggiunto di avere “ottenuto l’immediata consegna degli spazi del Dopo Lavoro Ferroviario, inutilizzato da molto tempo, come luogo dove accogliere dignitosamente i profughi, evitando così che la prima assistenza avvenga negli spazi antistanti la Stazione. Da domani, poi, si potrà utilizzare il C.a.r.a., Centro assistenza richiedenti asilo, anche per i profughi arrivati in questi giorni”.

Nel corso del vertice in prefettura, ha precisato Alfano, Pisapia ha posto anche “il tema dello smistamento negli altri Comuni“, del quale il ministro dell’Interno parlerà con i “vertici dell’Anci, con il presidente Fassino e con la Conferenza delle Regioni presieduta dal presidente Chiamparino“. La data fissata è il 17 giugno, giorno “già previsto” per la Conferenza. Il governatore Roberto Maroni, a differenza di quanto scritto in precedenza, non era atteso in Prefettura per partecipare alla riunione. Presente invece anche il parlamentare di Ncd, l’ex ministro Maurizio Lupi.

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