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Roma, uccide la convivente e si suicida. La figlia di 8 anni assiste e dà l’allarme

La bambina ha chiamato i fratellastri raccontando loro quanto aveva visto. L'uomo ha ammazzato la compagna con una pistola, che poi ha puntato contro di sé. Secondo gli investigatori il movente è passionale: lei voleva lasciarlo
Roma, uccide la convivente e si suicida. La figlia di 8 anni assiste e dà l’allarme
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Ha ucciso la compagna con un colpo di pistola alla testa. Poi si è tolto la vita. La figlia di 8 anni ha assistito all’omicidio-suicidio e ha dato l’allarme. È successo il 7 giugno a Riofreddo, in provincia di Roma. Dopo aver ammazzato la compagna 47enne con una pistola, l’uomo, un italiano di 51 anni, ha puntato l’arma contro la propria nuca e ha fatto fuoco. Trasportato d’urgenza all’ospedale dell’Aquila per lui non c’è stato niente da fare. È morto nella mattinata dell’8 giugno. Il movente del gesto sarebbe passionale: lei voleva lasciarlo.

L’allarme alle forze dell’ordine è arrivato intorno alle 22.30. Arrivati nell’abitazione dove viveva la coppia, i militari di Vallinfreda hanno trovato i corpi dei coniugi riversi a terra, in una pozza di sangue. Ad avvertire dell’accaduto è stata la figlia dei due, una bambina di 8 anni, che avrebbe chiamato i fratellastri raccontandogli quello che aveva visto. Sulla vicenda indagano i carabinieri della compagnia di Subiaco.

Alcuni precedenti
Il 2 giugno una donna è stata uccisa a coltellate dall’ex convivente in un appartamento ad Albenga, in provincia di Savona. L’uomo poi si è tolto la vita. Anche in questo caso è stata la figlia della vittima a dare l’allarme, chiedendo aiuto dal balcone e richiamando l’attenzione di alcuni passanti che hanno poi chiamato i carabinieri.
Il 5 maggio, a Napoli, un carabiniere ha ucciso la moglie e la figlia, prima di togliersi la vita. Il 9 febbraio, in provincia di Torino, un 28enne ha ucciso per gelosia la moglie a bastonate. Il 9 marzo invece, un uomo di 57 anni ha ucciso la compagna di 53 stringendole intorno al collo un cavo elettrico.

Telefono Rosa: “Fermare mattanza”
Gabriella Carnieri Moscatelli, presidente di Telefono Rosa, ha detto che stiamo assistendo ad “una sequenza di femminicidi spaventosi, nella quantità e nella cronaca di come sono avvenuti. Ci chiediamo quante donne debbano ancora morire e quanti bambini devono ancora essere vittime con le loro madri, prima che Stato e Magistratura comprendano che va fatto un salto di qualità: sia negli strumenti messi in campo sia in una nuova cultura della valutazione dei casi”. “Non c’è più tempo – ha concluso Moscatelli – Questa mattanza va fermata”.

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