Omicidio in carcere a Prato: detenuto ucciso nella cella durante una lite. Era stato arrestato per rapina e violenza sessuale
Una lite in cella, una colluttazione, poi un colpo con un oggetto. Fatale. Ha perso la vita così, nel carcere di Prato, un detenuto nigeriano di 32 anni. L’omicidio è avvenuto nella camera di sicurezza 171 della settima sezione dell’istituto, dove sono alloggiano i reclusi per reati sessuali. L’uomo condivideva la cella con altre tre persone e ora toccherà alla procura di Prato cosa è successo all’interno della cella nella tarda serata di mercoledì.
Stando a una prima ricostruzione della polizia penitenziaria e della Squadra mobile, coordinate dal procuratore Luca Tescaroli, il detenuto è stato rinvenuto con ecchimosi all’interno del labbro superiore, una ferita lacero-contusa nella regione frontale sinistra e una fuoriuscita di sangue dalle narici. Il medico legale ha riscontrato un trauma cranico, verosimilmente provocato da un corpo contundente. La morte è stata constatata alle ore 23.18. Attualmente l’ipotesi di reato è di omicidio preterintenzionale. “Continua l’ondata di violenza in seno all’istituto penitenziario La Dogaia, che si caratterizza da un progressivo sovraffollamento (640 i detenuti ristretti e le celle vedono la presenza di numerosi casi di quattro detenuti, come nel caso che ci occupa)”, evidenzia il procuratore Tescaroli.
L’uomo era stato arrestato dai carabinieri a Montecatini (Pistoia) lo scorso 27 luglio con le accuse di rapina, violenza sessuale e furto in abitazione. L’uomo era regolare sul territorio nazionale, ma risultava senza fissa dimora. Il 32enne era stato appena trasferito ieri nel carcere La Dogaia dal penitenziario di Pistoia.
Durante un furto a Montecatini, aveva rapinato un cellulare e un tablet, poi dopo essersi introdotto in un altro appartamento a Pieve a Nievole, dove era stato sorpreso dalla proprietaria mentre tentava di allontanarsi con una borsa, aveva aggredito e molestato fisicamente la donna. Era poi stato intercettato e bloccato dai militari dell’Arma mentre percorreva in sella a una bicicletta elettrica le vie del centro di Montecatini. Era srari assegnato alla sezione riservata ai detenuti imputati di reati sessuali e recluso nella cella 171 dove c’erano altri tre uomini e dove è stato ucciso.