Doveva essere la candidata alla presidenza della regione Liguria. Almeno nelle intenzioni del coordinatore regionale di Forza Italia Sandro Biasotti, come conferma la diretta interessata: “Si era fatta una rosa di nomi, tra cui il mio”. Poi la scelta è caduta su Giovanni Toti. Ilaria Cavo, inviata di punta di Porta a Porta e dal 2006 volto della cronaca nera a Mediaset, è uno dei sei candidati nel listino bloccato dell’ex direttore di Studio Aperto, quello che Raffaella Paita (Pd) ha ribattezzato ‘listino Mediaset’.

Genovese doc, come ci tiene a sottolineare al fattoquotidiano.it – “Sono nata a Genova e vissuta a Genova, residenza mai cambiata” – in città non è mai stata nemmeno consigliera comunale. Poi la chiamata del collega Toti: “Mi ha detto, perché non entri nella squadra? E io ho pensato: perché no?”. Ed ecco il salto, dal giornalismo alla politica, subito dopo avere chiesto l’aspettativa a Mediaset. “Sono contenta della soluzione trovata (la candidatura di Toti, ndr), perché solo lui poteva fare una coalizione così ampia. Io non sarei mai stata capace di unire tutte queste forze politiche”.

La giornalista, che ha seguito i principali delitti di cronaca degli ultimi anni, non dispiaceva a Mariastella Gelmini, quando ancora Forza Italia non aveva scelto su chi puntare in Liguria. Ma la Cavo smentisce che a determinare la sua discesa in campo sia stata “una chiamata dall’alto. Certo – aggiunge – ho avuto un’azienda molto comprensiva che mi ha concesso l’aspettativa. Vediamo cosa succede il 1 giugno”.

Nel risiko del Centrodestra, Matteo Salvini ha ormai ‘digerito’ l’alleanza con Forza Italia in Liguria pur di condurre Luca Zaia al secondo mandato in Veneto. Per Berlusconi, proprio dalla Liguria dovrebbe partire il riscatto del Centrodestra. Senza inciampi questa volta. “La Liguria può diventare un grande campanello d’allarme anche per questo governo, viste le alleanze che abbiamo fatto qui da area Popolare alla Lega Nord”, spiega la Cavo.

La giornalista torna a Genova a tempo pieno dopo 10 anni di tv nazionale: “Ho raccontato le alluvioni e il G8. Credo che un approccio giornalistico e critico possa essere usato anche in questa nuova esperienza”. In attesa di capire come andranno le elezioni, fa quello che fanno tutti in questi casi: campagna elettorale. “Ascolto le istanze della gente, i problemi sul dissesto idrogeologico e l’occupazione – dice la Cavo – , Mi sta a cuore il tema della sanità. Non è possibile che io vada a chiedere una mammografia e me la fissino a ottobre”. Non si starà trasformando, da glaciale giornalista di nera a pasionaria forzista, magari un po’ grillina?­­ “No no, non salvo nulla dei 5 Stelle. Il nostro programma è diverso alla base. Loro dicono no alle infrastrutture, no al terzo valico, no alla Gronda e queste invece sono cose vitali per far riprendere questa Regione”.

E per affrontare la nostalgia dalla cronaca nera, dice: “È ovvio che ogni giorno seguo le trasmissioni e cerco di capire come si evolvono i gialli. In questo momento però non mi sta mancando il giornalismo, poi alla lunga nessuno lo può sapere”. Ma alla fine dell’intervista la ‘nerista’ che c’è in lei viene fuori: “Il giallo da risolvere è chi ha ammazzato la Liguria.È un giallo di facile soluzione, ma bisogna evitare che si reiteri il reato e non si continui ad ammazzare con l’immobilismo questa Regione”.

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