“Eh gia’, sembrava la fine del mondo ma siamo qua, e non c’è niente che non va, con l’aria, col sole, con la rabbia nel cuore, con l’odio, l’amore, in quattro parole, noi siamo ancora qua”. Si potrebbe togliere l’audio e lasciar scorrere le immagini, accompagnate dal pezzo di Vasco, per sintetizzare il convegno delle minoranze interne al Pd che si è tenuto ieri a Roma: loro sono ancora qua, eh già. E sono commoventemente uguali a loro stessi.

Quanto sia doloso e quanto preterintenzionale l’ennesimo assassinio della loro dignità politica resta difficile stabilirlo; quello che è certo è che “A sinistra del Pd” la coazione a ripetere è troppo irresistibile per non cedere. Così, laddove si è deciso d’incontrarsi per appianare le divergenze e cercare una coesione identitaria tra correnti minoritarie, si è finito per rimettere in scena il solito copione.

Sembrava di vedere l’irresistibile Fausto Bertinotti di Corrado Guzzanti, quando spiegava che la strategia della sinistra è quella di scindersi in tanti microscopici partiti comunisti, indistinguibili l’uno dall’altro, che cambiano continuamente nome e forma, e attaccare la destra come gli insetti. “Capovolgendo il pensiero buonista del partito democratico che dice di essere uniti anche nella diversità noi invece diciamo: dividiamoci anche se la pensiamo tutto sommato allo stesso modo”, proponeva Guzzanti-Bertinotti nel 2009; e a quanto pare è ancora lui l’ideologo di riferimento della sinistra che più sinistra non si può.

Ieri l’ex Acquario Romano dove si e’ svolto il convegno si è rapidamente trasformato in una lavatrice impostata sulla funzione centrifuga: quello che Renzi ha unito, un’ineluttabile cocciutaggine autolesionista ha immediatamente separato. A D’Alema che pontifica sull’importanza dell’unità per avere un qualche peso politico e consiglia agli altri di non limitarsi agli ultimatum ma di dare qualche colpo deciso (“Io ormai faccio parte della sinistra extraparlamentare” ironizza amaro), risponde Cuperlo, rinfacciandogli ciò che non è stato fatto dalle generazioni precedenti (“Se voi aveste fatto di piu’ prima oggi la montagna da scalare sarebbe meno alta”).

Dal virus della parcellizzazione endemica non si guarisce mai; e mentre le parole di ciascun intervento ribadiscono quanto sia fondamentale una compattezza, un punto di vista comune, i fatti tradiscono già un vizio di forma ab origine: l’incapacità di mettere da parte i propri ego strabordanti in favore di una causa comune.

Lo stesso meccanismo, del resto, delle ultimatum minacciate e mai portate a compimento, delle scissioni tanto discusse ma nella pratica mai nemmeno paventate: il suggello masochistico alle critiche di Renzi sulla loro incapacità di azione. Essere o non essere, e come essere, di sinistra, questo è il solo problema: gli Amleti della politica italiana sono condannati all’inazione e, rintontiti dalle loro stesse chiacchiere, non perdono occasione per dare un’ulteriore riprova della loro inanità pratica.

Anche questa volta Renzi ringrazia.

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