Una frase scritta sul retro di un bigliettino per le sostituzioni ritrovato vicino alla panchina degli avversari: “Segniamo su rigore”. E a Frosinone scoppia la bufera, con la società che denuncia il fatto alla Procura Federale e il sindaco che invita energicamente a ripensare alle frasi di Claudio Lotito registrate e diffuse dal dg dell’Ischia Pino Iodice. Perché poi la partita, sabato pomeriggio, è effettivamente finita così: in pareggio grazie a un penalty concesso all’ultimo minuto alla Virtus Entella Chiavari. Terzo gol di Ferdinando Sforzini e rimonta completata in vantaggio numerico, visto che l’arbitro Gianluca Aureliano di Bologna aveva espulso il ciociaro Danilo Soddimo – erroneamente secondo i gialloblù, ça va sans dire – già nel primo tempo.


(video tratto da Tutto Frosinone)

Fin lì, consueto giro di proteste, anche per gli altri due gol realizzati di liguri, dettate da due punti persi che avrebbero permesso di agguantare il terzo posto scavalcando Avellino e Vicenza. Poi però un vigile del fuoco ha ritrovato il biglietto con quella frase che anticipava le modalità con le quali l’Entella ha poi raggiunto il Frosinone. E la società laziale ha alzato i toni. Nella conferenza stampa post-partita si è presentato il direttore generale Ernesto Salvini: “Questa partita avrà sicuramente un seguito e non parlo solamente delle sanzioni disciplinari. I vigili del fuoco hanno, infatti, ritrovato un qualcosa vicino alla panchina avversaria che è stata consegnata alla Procura Federale e che sarà sicuramente messa agli atti della gara. Certamente non è una cosa piacevole – ha detto il dirigente gialloblù – Da amante di questo sport spero che si tratti solamente di un errore o di uno scherzo perché, qualora non lo fosse, sorgerebbero numerosi dubbi”.  Legittimi o caccia alle streghe? Il Frosinone ha intenzione di andare a fondo. E non ha perso tempo. Già ieri il presidente Maurizio Stirpe ha telefonato al numero uno della Figc Carlo Tavecchio per chiedere “che non si tralasci nulla”.

L’episodio si inserisce infatti in un clima già avvelenato dalle frasi di Claudio Lotito, che nella telefonata con il dg dell’Ischia Pino Iodice citava proprio il Frosinone come una di quelle piccole squadre che avrebbero potuto recare danno economico alla Serie A in caso di promozione, abbassando l’appeal dei diritti tv. E proprio lì è corso il pensiero del sindaco Nicola Ottaviani: “Se la vicenda fosse confermata, getterebbe ulteriori ombre su tutto il sistema calcio – ha affermato al quotidiano Il Messaggero – Non fosse altro perché tutto questo avviene all’indomani delle fatidiche parole di Lotito, con le quali il patron della Lazio auspicava che il Carpi e il Frosinone non andassero in Serie A”. Solo un esempio, spiegò il presidente della Lazio il giorno dopo in assemblea di Lega. Anche un perfetto motivo per alimentare striscianti sospetti e creare gialli fino al termine della stagione. Prova ad allontanarli il presidente della Serie B Andrea Abodi. Rispondendo via Twitter ai tifosi che gli chiedevano conto dell’accaduto, ha detto: “Ci penserà la Procura Federale. Il Frosinone non da fastidio né sopra, né sotto. Togliamoci dalla testa la teoria dei complotti, perché non esistono”.

Sulla stessa linea d’onda la versione dell’Entella Chiavari, secondo cui non c’è nessun giallo perché quel foglietto faceva parte del match report ed era stato redatto dal team manager dei liguri Maurizio Podestà. Che all’Ansa ha spiegato: “Non si tratta nè di un pizzino nè di cabala – ha detto – Io tengo nota di tutte le azioni durante la partita e ieri avevo esaurito il foglio, al termine di una gara che ha visto oltre 19 episodi da segnalare. Ho così scritto su un foglio a parte ‘segniamo su rigorè con il minuto dell’azione di Sforzini. Poi, siccome subito dopo lo stesso giocatore è stato espulso sono dovuto andare in campo a prenderlo per accompagnarlo negli spogliatoi, visto che dagli spalti veniva giù di tutto. Ho lasciato lì il foglietto, poi non ci sono state altre azioni perchè la partita è finita». «Il fatto che sia stato lasciato sulla panchina – ha detto ancora Podestà – significa che non aveva alcuna influenza, alcuna importanza per noi. Ripeto, sopra quel foglietto c’è scritto solo il fatto che abbiamo segnato: forse non ho scritto il minuto, visto che eravamo in recupero. Ovviamente ex post, dopo che l’azione si era verificata».

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