Il governo britannico sta mettendo a punto una legge per combattere l’elusione fiscale delle multinazionali che fanno profitti nel Paese ma pagano le tasse nel Paese di residenza fiscale della casa madre. Una tassa che è già stata battezzata dai media Google Tax. Il cancelliere dello Scacchiere britannico (l’equivalente del ministro del Tesoro) George Osborne, lo ha annunciato davanti al Parlamento durante la presentazione della legge finanziaria per il 2015, usando la novità come il trampolino di lancio per la nuova campagna elettorale del partito conservatore per le elezioni politiche che si terranno in primavera.

La nuova tassa, la cui entrata in vigore è prevista per aprile 2015, prevede un prelievo del 25% degli utili generati da una società all’interno del Regno Unito, indipendentemente da dove si trovi la sede centrale della multinazionale, un tasso più alto del 21% applicato nel Paese. Se approvata, la legge rappresenterebbe un duro colpo per le multinazionali che operano nel web, come Google o Amazon. Il cancelliere non è entrato nel dettaglio della nuova legge ma ha assicurato che risponderà al principio secondo il quale, se si fanno profitti in Gran Bretagna, le tasse si pagano lì.

Tra le altre misure presentate da Osborne c’è anche un progetto per permettere alla Gran Bretagna di ripagare il debito utilizzato per finanziare la Prima Guerra Mondiale. Le obbligazioni sono state emesse con una scadenza fissa, ma l’esecutivo britannico intende approfittare di tassi di interesse particolarmente bassi.

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