In quello che sarà il maxiprocesso all’Ilva e ai politici coinvolti, il GUP Vilma Gilli ieri doveva ascoltare gli interventi degli avvocati che si opponevano alla richiesta di costituzione delle parti civili. Tra le parti civili c’erano molte associazioni.

E quindi anche io, in rappresentanza di PeaceLink, ero presente in Camera di consiglio.
La Procura aveva dichiarato ammissibili – con un intervento giuridicamente molto documentato – tutte le richieste di costituzione di parte civili delle associazioni ambientaliste e civiche. Il taglio è stato molto aperto.Manifestazione di SeL contro la politica economica del governoDi segno opposto gli interventi dei legali degli imputati dell’Ilva: hanno chiesto l’esclusione di tutte associazioni ambientaliste.Quando è arrivato il turno del legale di “Nicola Vendola”, il suo avvocato ha dichiarato di non voler fare alcun discorso e si è limitato a consegnare il proprio testo scritto. La cosa ha creato non poco imbarazzo perché nessuno poteva sapere in tal modo se Vendola chiedeva l’esclusione dal processo delle associazioni, e nel caso di quali.

Al che il GUP Vilma Gilli ha preso in mano il fascicolo e ha incominciato a leggere alcuni passaggi per capire.
E lo stupore è stato spontaneo: Vendola chiedeva l’esclusione di tutte le associazioni, da Legambiente a PeaceLink passando per Altamarea.

Per ragioni di brevità il GUP non ha letto le motivazioni.
Colgo pertanto l’occasione per chiedere a Vendola che spieghi pubblicamente le motivazioni per cui chiede l’esclusione di tutte le associazioni ecologiste dal processo Ilva per disastro ambientale.

Ci spieghi come mai la sua posizione in questo coincide con quella dell’Ilva.
Ci spieghi con quali associazioni da ora in poi dialogherà il suo partito che si chiama Sinistra Ecologia e Libertà se ha chiesto l’esclusione dal processo di tutte le associazioni ecologiste, nessuna esclusa. Così abbiamo potuto ascoltare ieri e ci piacerebbe avere una sua pubblica conferma e una sua illuminante spiegazione.

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