«Isis kann Passagier-Jets abschießen» titolava ieri il quotidiano tedesco Bild nella sua edizione domenicale. Categorico. Inequivocabile. “Isis in grado di abbattere aerei passeggeri” è la traduzione letterale. I servizi segreti germanici non avrebbero dubbi: la disponibilità di missili dell’arsenale siriano consentirebbe di colpire aerei anche in quota vicina ai tremila metri. Gli agenti del “Bundesnachrichtendienstes” (Bnd) la sigla della struttura di intelligence) parlano di dotazioni datate, per lo più risalenti agli anni 70, ma ancora pericolose e probabilmente affiancate da strutture di lancio di “terra-aria” più moderne ed efficaci.

Se certi annunci sulla stampa tedesca innescano timori, non rassicura certo la notizia che sempre ieri ha pubblicato il britannico Daily Mail. Quel che racconta il Mail è in realtà cosa vecchia o quanto meno risalente a qualche mese fa. E’ la storia di un drone manovrato per andare a collidere con un aereo di linea. Il giornale inglese riprende – senza linkarla – una relazione dell’organizzazione analoga alla nostrana Agenzia Nazionale per la Sicurezza del Volo, dossier già noto a chi si occupa di sicurezza e riconosce la vulnerabilità del trasporto aereo.

Quadcopter drone

Il documento in questione – dopo l’uscita sul Daily Mail – è stato rimosso dal sito web dell’Ente ma ancora è possibile leggerlo grazie alla copia cache di GoogleIl documento si riferisce ad un incidente sfiorato alle 18.57 del 30 maggio scorso ed è stato redatto dall’UK Airprox Board (l’ente che supporta sia l’aviazione civile sia il dicastero della Difesa del Regno Unito) a seguito di una segnalazione conseguente un incredibile avvicinamento di un quadricottero ad un Atr 72 in fase di atterraggio all’aeroporto di Southend nell’Essex. Il copilota dell’Atr avrebbe visto il drone arrivare a 20-25 metri dal cockpit e si sarebbe premurato di allertare la torre di controllo (nel dossier è riportata parte del dialogo) senza però riuscire a dare elementi utili per l’individuazione puntuale del velivolo ad ali rotanti comandato a distanza. L’aereo che sta approcciando la pista di arrivo era ad una altezza di circa 450 metri e la circostanza ha stupito gli esperti del board sia per la quota sia per la posizione sulla rotta di aerei di linea in prossimità dello scalo.

Il sistema radar dell’italiana Selex, azienda del gruppo Finmeccanica, non avrebbe – secondo quel che si legge a pagina 4 del report –presentato alcun dato sul display circa la presenza del quadricottero e quindi il controllore ha scaricato ogni sua responsabilità nel rispetto delle procedure del Deconfliction Service. La torre di controllo ha comunque contattato due club di aeromodellismo che operano nella medesima area del Southend Airport senza ottenere informazioni per la ricostruzione dell’accaduto né per l’identificazione del drone. La Commissione dell’Uk Airprox si è espressa all’unanimità, non assegnando alcun punteggio alla Event Risk Classification (Erc) e attribuendo un basso livello di rischio (“D” a voler esser precisi).

Le conclusioni sono state abbastanza tranquillizzanti: “L’avvicinamento del quadricottero all’Atr sarebbe stato effettuato solo per spaventare il pilota dell’aereo”. Il lieto fine, tipico delle fiabe, lascia però un dubbio. Cosa ha permesso di dedurre che si trattasse solo di un gioco?

Pur auspicando l’attendibilità della tesi della “goliardata”, ci si augura che l’episodio serva a far riflettere. Un piccolo drone può costare 500 euro e, regolamento dell’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile (Enac) a parte, non ci sono molti vincoli per alzarlo in volo. Soprattutto è meno ingombrante e più facile da acquistare di una rampa lanciamissili.

Twitter: @Umberto_Rapetto

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