L’ultimo spot virale di Coca-Cola da poco “in onda” sul web ha dietro una strategia di comunicazione eccellente, c’è poco da dire. La bevanda viene proposta come strumento di socializzazione, o meglio come medium ideale per la condivisione di momenti veri di vita comune, e quindi contrapposta alla falsa socializzazione che avviene attraverso gli strumenti social di cui disponiamo oggi. Il collare “elisabettiano” che impedisce agli addicted di restare incollati a tablet e cellulari è a sua volta una metafora della bevanda.

C’è da mordersi le mani a pensare che un’idea come questa sarebbe stata perfetta per i produttori italiani di vino, bevanda che ha alle spalle una tradizione ben più lunga in materia di “socializzazione”. Il logo di questa iniziativa, “Social Media Guard”, con i colori istituzionali di Coca-Cola, richiama graficamente gli scudi dei più importanti anti virus informatici quasi come se la marca volesse proteggerci da un virus: quello dell’incomunicabilità.

Un po’ meno chiara risulta la presenza di didascalie in arabo. Forse un invito a socializzare anziché fare la guerra rivolto al mondo islamico? Nel caso, non siamo sicuri che questo sia il modo più intelligente per placare l’odio degli integralisti verso gli Stati Uniti…

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Articolo Precedente

Tv, l’Agcom ha pronto un maxi-sconto per Mediaset e Rai. Chi paga? Le piccole

prev
Articolo Successivo

Diritto d’autore online, Agcom si fermi e ascolti la lezione di Parigi

next