Accordo fatto sul prestito-ponte per l’Ilva. Stando a quanto ricostruisce Il Sole 24 Ore, nell’incontro di giovedì a Milano con il commissario Piero Gnudi cinque banche tra cui Intesa Sanpaolo e UniCredit hanno detto definitivamente sì a due tranche di finanziamenti da 125 milioni l’una. La prima arriverà nelle casse del siderurgico di Taranto già la prossima settimana, intorno al 12 settembre, mentre la seconda sarebbe subordinata all’invio dei dettagli dell’offerta da parte dell’investitore estero interessato a rilevare l’azienda. Ovvero Arcelor Mittal, gruppo franco indiano che appare oggi in pole position, o il colosso di New Delhi JindalGnudi, nominato commissario in giugno al posto di Enrico Bondi, nel primo incontro con gli istituti aveva chiesto 650 milioni. I 250 concessi dalle banche basteranno solo per ridare momentaneamente fiato alla società, pagare ai dipendenti la rata trimestrale del premio di risultato e far fronte alle necessità operative dell’impianto, dove giovedì c’è stato l’ennesimo incidente mortale sul lavoro (definito da Gnudi “una fatalità”) ma appare difficile che siano sufficienti anche per finanziare parte del piano dell’Aia (Autorizzazione integrata ambientale), le cui prescrizioni dovranno essere realizzate all’80% entro agosto del prossimo anno. 

L’ex ministro e presidente dell’Enel, parlando a margine del Workshop Ambrosetti, ha garantito però che “non ci sono rischi. L’Aia sarà completata all’80% entro il 30 agosto 2015 come previsto. Ce la facciamo”. Gnudi ha anche confermato che c’è “interesse da parte di investitori esteri e ciò ci rende ottimisti. L’Ilva è un impianto efficiente e così riteniamo di poter trovare un acquirente all’altezza”. Nessuna indicazione però sui tempi: “Non dipende da me”. 

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