L’inchino della Madonna davanti alla casa del boss aveva indignato. E dopo la condanna e l’avvio di una indagine della Dda, arriva anche la notizia che i Carabinieri hanno identificato tutti i portatori della statua della Madonna delle Grazie alla processione di Oppido Mamertina. I nomi delle 25 persone sono confluiti nel fascicolo della Dda di Reggio Calabria, anche se al momento nei loro confronti non sono emersi rilievi di natura penale. Fondamentale per l’identificazione è stato il video fatto registrare durante la processione dai Carabinieri, che si erano subito allontananti dalla processione e  iniziato le indagini.

Secondo l’Adnkronos è stata accertata anche l’identità di chi ha dato l’ordine di fare l’inchino davanti alla casa del boss della ‘ndrangheta Peppe Mazzagatti, 82 anni, ai domiciliari per motivi di salute. In particolare si sta verificando se alcuni portatori siano legati in qualche modo alla famiglia Mazzagatti. I militari dell’Arma hanno trasmesso tutti i rilievi all’autorità giudiziaria, per l’avvio delle indagini e gli approfondimenti sulle singole posizioni.

La processione era partita normalmente dalla piccola chiesetta di Tresilico con in testa molti amministratori comunali, alcuni sacerdoti ed i carabinieri. Giunti nei pressi dell’abitazione di Mazzagatti l’effige della Madonna si è fermata per mezzo minuto con un tentennamento, chiamato ‘Inchino’, in segno di saluto. Quando il comandante della stazione dei carabinieri si è accorto di quanto stava accadendo è uscito dalla processione e ha avviato le procedure per l’identificazione di tutte le persone che stavano partecipando al rito religioso.

Dopo le polemiche, don Benedetto Rustico, il parroco della frazione, si è detto “rammaricato dell’interpretazione e dell’eco sproporzionata che la stampa ha dato dell’evento pur sapendo che questo non è un fatto così catastrofico“, sottolineando di non essere a conoscenza di “rapporti tra ‘ndrangheta e Chiesa”. Altro aspetto sarà quello relativo all’organizzazione delle prossime processioni religiose, che le autorità di pubblica sicurezza, dopo quanto accaduto, dicono di voler monitorare nel dettaglio.

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