Il giorno dopo la sconfitta contro la Germania, Luiz Felipe Scolari si presenta in conferenza stampa per spiegare i motivi di una disfatta epocale. Il ct verdeoro rimanda ogni discorso di addio a dopo il Mondiale: “E’ stata una sofferenza per tutti – le sue parole -, non ci aspettavamo questo tsunami. Ma non è tutto da buttare, non è morto nessuno e il Brasile non arrivava in semifinale dal 2002. Dimissioni? Vedremo sabato, dopo la finale di consolazione“.

In Brasile sono tutti convinti che Felipao darà l’addio a fine Mondiale, lui per ora sembra non pensarci: “Adesso dobbiamo guardare al terzo posto, visto che la possibilità di vincere il titolo è andata. Poi parlerò con la Federazione e prenderemo una decisione”. Ma è chiaro che il discorso debba tornare sull’umiliazione subita dai tedeschi: “E’ un risultato catastrofico, ma fino ad ora non avevamo lavorato male. Ad esempio non avevamo ancora subito un gol su calcio piazzato, e forse la rete di Muller ci ha mandato nel panico: poi ci sono stati sei minuti di totale blackout in cui abbiamo preso quattro gol. In ogni caso questo gruppo, pur tra tante difficoltà, è arrivato in semifinale: non accadeva dal 2002. Devo ringraziare la mia squadra: ha fatto un percorso buono e alla fine abbiamo perso una partita. Peccato, ci eravamo preparati per vincere, ma purtroppo non abbiamo giocato come nella Confederations Cup dello scorso anno. Siamo comunque tra le prime quattro del mondo, a mio parere non è tutto da buttare al vento: il calcio brasiliano ha superato momenti di gran lunga peggiori rispetto a questo”. Se lo dice lui…

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