Olanda-Messico, sfida valida per gli ottavi di finale dei Mondiali di Brasile 2014, entra di diritto nella storia del calcio. Per la prima volta in questo sport, infatti, è stato accordato un time out alle due squadre: al 31′ del primo tempo l’arbitro portoghese Pedro Proença, a causa del caldo soffocante, ha concesso un break di tre minuti ai giocatori delle due squadre che hanno potuto recuperare energie.

Al momento dello stop, allo stadio Castelao di Fortaleza, l’orologio segnava le 13.31 e la temperatura aveva superato i 30 gradi. A quel punto Proença ha fermato il gioco mettendo le mani a T, un gesto molto familiare a tutti gli appassionati di basket e volley. I tre minuti di sospensione sono stati recuperati alla fine del primo tempo.

Non è la prima volta, in realtà, che il gioco viene fermato in questo modo a Brasile 2014: un episodio simile era successo domenica scorsa all’Arena Amazonia di Manaus durante il primo tempo di Stati Uniti-Portogallo quando il direttore di gara (l’argentino Nestor Pitana) pur senza ricorrere ufficialmente al time out, aveva concesso un brevissimo break alle due squadre.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Diventa Sostenitore
Articolo Precedente

Brasile 2014, Maradona polemico contro il Brasile: “Che delusione”

prev
Articolo Successivo

Ottavi di finale mondiali 2014, Loew: “Algeria? Non sottovalutiamoli”

next