La prolungata recessione italiana ha messo a dura prove le banche del Paese, logorandone la “resistenza” e rendendole “vulnerabili agli effetti di una potenziale ripresa economica” dai tempi più lunghi del previsto. A scattare la fotografia del sistema bancario italiano è Standard & Poor’s, prevedendo una redditività debole per il settore nel 2014 e nel 2015, anche se successivamente ci sarà un miglioramento. Nel descrivere lo stato di salute dell’industria bancaria, S&P ha però confermato i rating di Intesa Sanpaolo, Mediobanca e Banca Popolare di Milano.

Sul sistema pesano “rischi economici. Riteniamo il rischio di credito in Italia alto e non solo per le piccole e medie imprese ma anche per le banche, vulnerabili agli effetti del deterioramento della qualità degli asset” si legge nel Banking Industry Country Risk Assesment (Bicra) dell’agenzia di rating. “La nostra opinione di elevati rischi per l’industria include il fatto che i costi di finanziamento in Italia restano più alti che in molti altri mercati bancari dell’area euro e le banche hanno ancora un accesso limitato a finanziamenti convenienti sul mercato dei capitali”, aggiunge Standard & Poor’s, precisando che la redditività delle banche italiane è debole, ostacolata dai bassi tassi di interesse, dai ridotti volumi di attività, dall’aumento dei costi di finanziamento e dall’ancora ampia, anche se in calo, base di costi.

I rischi che pesano sul settore hanno comunque un andamento “stabile. Il nostro outlook per l’Italia è ancora negativo ma vediamo al momento un rischio minore di un forte e rapido deterioramento dell’affidabilità creditizia, che potenzialmente potrebbe avere effetto sull’accesso delle banche ai mercati di capitale”.

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