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Elezioni europee 2014, dalla Germania all’Uk gli italiani che votarono due volte

Il direttore di Die Zeit Giovanni Di Lorenzo, italo-tedesco, racconta in tv di aver espresso le sue preferenze sia al consolato, per le liste italiane, sia ad Amburgo, per quelle tedesche. Ma la legge lo vieta e la Procura apre un'inchiesta. La stessa cosa era successa a un nostro collaboratore a Londra. Fonti diplomatiche: "Problemi di comunicazione con autorità locali"
Elezioni europee 2014, dalla Germania all’Uk gli italiani che votarono due volte
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Quanti italiani hanno votato due volte alle elezioni europee, infrangendo, magari, inconsapevolmente, la legge? L’italo-tedesco Giovanni di Lorenzo, direttore del settimanale Die Zeit, ha raccontato in tv di averlo fatto, una volta come italiano e l’altra come tedesco. Non è un caso isolato. Un collaboratore di ilfattoquotidiano.it, italiano residente a Londra, si è trovato in una situazione identica. Dopo aver votato per le europee “italiane” attraverso il consolato, si è visto consegnare anche la scheda per le europee “inglesi” quando si è presentato al seggio delle amministrative di un Comune della Grande Lndra. Non ne ha approfittato, ha segnalato l’inconveniente e fonti dipolomatiche italiane a Londra hanno ammesso “problemi di comunicazione” tra le autorità dei due paesi. Ma per la legge italiana, il doppio voto resta un reato penale che prevede “la reclusione da uno a tre anni e la multa da euro 51 a euro 258”, secondo l’articolo 49 della legge 18/1979.

Di Lorenzo ha svelato l’episodio nello studio di Guenther Jauch, conduttore del primo talkshow politico della Germania. Il giornalista è stato denunciato, e la procura di Amburgo ha aperto un’inchiesta a suo carico. Di Lorenzo ha spiegato di aver votato una volta al consolato italiano di Amburgo, come cittadino italiano, e una volta nella scuola elementare della città del nord come cittadino federale. “Mi dispiace davvero – si è giustificato con la Bild -. Non sapevo che non fosse permesso votare in due Paesi. Se lo avessi saputo non lo avrei fatto, e naturalmente non lo avrei raccontato nella trasmissione di Guenther Jauch’’.

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