Anche la procura generale della Cassazione sta seguendo la vicenda dello scontro alla procura di Milano. L’Ufficio diretto dal Pg Gianfranco Ciani ha avviato infatti accertamenti preliminari sul caso di cui si sta già occupando il Csm. Si tratta di una pre-istruttoria partita dallo stesso esposto presentato al Csm dal procuratore aggiunto di Milano, Alfredo Robledo, che accusa il capo dell’ufficio, Edmondo Bruti Liberati, di irregolarità nell’assegnazione dei fascicoli; un’indagine che si starebbe via via allargando anche alle contestazioni che Bruti ha rivolto a sua volta al suo vice: aver intralciato l’indagine sull’Expo e aver messo a rischio il segreto dell’inchiesta con l’invio di atti del procedimento al Csm. Accusa a cui l’aggiunto ha controreplicato con una nota confortata da un documento della Guardia di Finanza che smentisce un presunto doppio pedinamento. 

Monta, intanto, la polemica tra le toghe sulla richiesta al ministro della Giustizia di inviare i suoi ispettori alla procura di Milano, avanzata da un componente togato del Csm Antonello Racanelli (Magistratura Indipendente), che fa parte delle due Commissioni incaricate di far luce sullo scontro alla procura di Milano. Magistratura democratica, la corrente di sinistra delle toghe di cui Bruti Liberati è uno dei leader storici, parla di un “fatto gravissimo” e avverte che il tentativo in atto, anche da parte delle politica, è “liberarsi definitivamente di una magistratura autonoma e indipendente”. L’Anm apprezza la posizione “ragionevole” del ministro Orlando, che di fronte alla sollecitazione ricevuta, ha detto di attendere le decisioni del Csm, e ribadisce l’invito a chiudere presto il caso. Una sollecitazione a cui si associa anche il primo presidente della Cassazione Giorgio Santacroce, che parla di una “situazione che nuoce all’immagine della magistratura”.

Già la prossima settimana il Csm potrebbe deliberare la chiusura della doppia istruttoria avviata dalla Prima Commissione (competente sui trasferimenti d’ufficio dei magistrati) e dalla Settima (organizzazione delle procure), che martedì prossimo potrebbe mettere la parola fine ai propri accertamenti, dopo aver respinto ieri sia la richiesta di una nuova audizione di Robledo, sia quella di ascoltare alcuni finanzieri della Gdf di Milano. L’oggetto doveva essere la controversa vicenda del “doppio pedinamento” di un indagato dell’inchiesta sull’Expo, che secondo Bruti si sarebbe verificata per responsabilità del suo aggiunto, ma che questi ha negato alla radice. Un caso su cui però il procuratore e Robledo potranno fornire ulteriori chiarimenti nei prossimi giorni con una relazione scritta.

Su un’altra delle più importanti inchieste della procura di Milano, quella sul caso Ruby che ha portato alla condanna di Silvio Berlusconi a 7 anni di reclusione e all’interdizione perpetua dai pubblici uffici, dai verbali delle audizioni del Csm vengono fuori i dubbi di uno dei pm storici della procura di Milano, Ferdinando Pomarici. Fu “anomalo” che il caso Ruby venisse trattato da Ilda Boccassini, capo della Dda di Milano. Così come fu “anomalo” che, emersa la concussione a carico di Silvio Berlusconi, “non venisse interessato e coinvolto” Robledo, che guida il pool sui reati contro la pubblica amministrazione, ha detto Pomarici, spiegando di aver avvertito il procuratore con una lettera del rischio che la trattazione di quel procedimento da parte di un magistrato palesemente estraneo potesse creare sulla stampa osservazioni e commenti”.

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