Sui lavori dell’Expo, Matteo Renzi “ci mette la faccia” e subito l’informazione unica rilancia su giornali e Tg la formula magica. “Task force”, “task force” esultano i titoloni, cinguettano le annunciatrici e sembra una scena de La guerra lampo dei fratelli Marx, con Groucho che inneggia “alla guerra, alla guerra” per salvare l’amata Freedonia e l’inevitabile comica finale.

Infatti poi si apprende che la famosa task anti-corruzione di force per ora ha solo la faccia un po’ sorpresa del magistrato Raffaele Cantone, che giustamente prima di prendere impegni vuole “verificare in concreto” in che modo “possa svolgere un ruolo”. Per non fare la fine di un’altra task force all’italiana di cui oggi parlano i giornali, quella del povero generale Scoppa che doveva vigilare sui fondi Ue in Campania e che dopo sei mesi, lasciato senza stanza e telefono, ha gettato la spugna.

Mai oseremmo dire che Renzi è un Groucho senza baffi ma augurandogli (e augurandoci) di salvare la faccia e di portare a compimento l’Expo, gli consigliamo di non fidarsi troppo di titoloni, cinguettii e formulette varie. Ci dia retta, non servono a niente. E non gli porteranno un solo voto in più. Gli elettori, quelli almeno che il 25 maggio non andranno al mare, si sono ormai rassegnati a considerare ladri e tangenti elementi stabili del paesaggio politico circostante. Lo sanno pure i muri che il sistema funziona così.

Perciò non cada dalle nuvole e stia sereno perché il suo partito ha già preso i provvedimenti del caso: la sezione Pd dov’è iscritto Greganti l’ha sospeso, ma in via cautelare, s’intende. Ecco, tra una cautela e una task force, qui si rubano tutto.

Il Fatto Quotidiano, 13 maggio 2014

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