Può essere affidata ai servizi sociali Patrizia Reggiani, vedova e secondo la legge mandante dell’omicidio dell’ex marito, lo stilista Maurizio Gucci. Ha dato parere favorevole il sostituto procuratore generale Federico Prati. Ora si attende la decisione dei giudici del tribunale di Sorveglianza.

La donna, condannata a 26 anni (di cui 16 scontati in carcere a San Vittore) per l’omicidio dell’ex marito, avvenuto in via Palestro a Milano il 27 marzo 1995, ha ribadito di essere “non colpevole, estranea al 100 per cento” al delitto. “Si è sempre detta innocente – ha aggiunto il suo legale Danilo Buongiorno -, ha rispettato e seguito il percorso riabilitativo, ha rispettato i permessi. Si colpevolizza per delle amicizie sbagliate che hanno rovinato la sua vita e quella delle sue figlie, questo è l’errore, ma non è assolutamente colpevole” dell’omicidio per cui è stata condannata.

“Mai detto di preferire la cella al lavoro”, afferma la ‘dark lady’ della moda italiana tornando su alcune sue dichiarazioni del passato che, a suo dire, sono state strumentalizzate. “Mi era stato proposto un lavoro nel carcere di Opera – racconta – e, considerato che dovevo raggiungerlo con un percorso obbligato, temevo che potesse succedere qualcosa e avere dei guai: per questo avevo detto che preferivo stare a San Vittore“. Altra leggenda da sfatare, aggiunge: “Mai avuto problemi di convivenza con le altre detenute per via del furetto che avevo in cella. Anzi, siccome nessuno sapeva come era fatto un furetto venivano tutte a vederlo”, aggiunte divertita.

Patrizia Reggiani, che aveva già ottenuto la sospensione della pena, e oggi vive con l’anziana madre e le due figlie, potrebbe quindi passare i tre anni residui che le restano da scontare lavorando in uno showroom di alta bigiotteria e presso la Caritas

“Sono pronta, non vedo l’ora che mi lascino tranquilla di fare il mio lavoro e di fare volontariato presso la Caritas”, ha detto Reggiani, che spera in una decisione positiva dei magistrati di Sorveglianza.

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