Il mondo FQ

Negata la cauzione al 15enne italiano detenuto a Malta, resta in carcere per presunti legami con la rete “764”

La Corte minorile de La Valletta respinge la richiesta di libertà per il giovane arrestato a maggio. All'udienza presente l’avvocato Arthur Azzopardi e l’ambasciatrice d’Italia a Malta, Valentina Setta, ammessa in aula previo benestare della Procura
Negata la cauzione al 15enne italiano detenuto a Malta, resta in carcere per presunti legami con la rete “764”
Icona dei commenti Commenti

Il Tribunale minorile de La Valletta ha respinto la richiesta di libertà su cauzione per il 15enne italiano arrestato a Malta lo scorso 25 maggio. Il giudice, al termine dell’udienza a porte chiuse, ha disposto che il ragazzo – originario di Bari – rimanga in custodia cautelare all’interno dell’istituto penitenziario minorile dell’isola, dove si trova tuttora in isolamento. L’arresto del minorenne era scattato a maggio dopo che il giovane, secondo l’accusa, aveva lanciato un falso allarme bomba all’interno del proprio istituto scolastico. Le successive analisi condotte dagli investigatori sui suoi dispositivi elettronici hanno tuttavia modificato il quadro indiziario, portando la Procura locale a contestare reati di estrema gravità.

Il ministro maltese Jonathan Bedingfield ha infatti confermato che sul giovane gravano i reati di associazione a delinquere, partecipazione e coinvolgimento attivo in un’organizzazione criminale, produzione, distribuzione e possesso di materiale pedopornografico, oltre a diffusione di false informazioni, minacce aggravate e intimidazione.

L’udienza per il riesame della misura cautelare si è svolta alla presenza dei genitori, dell’avvocato difensore Arthur Azzopardi e dell’ambasciatrice d’Italia a Malta, Valentina Setta, ammessa in aula previo benestare della Procura. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti e riportato dalla stampa locale, le perizie sui telefoni e computer del 15enne avrebbero mostrato una sua presunta partecipazione attiva nel gruppo “764”. Si tratta di un network online decentralizzato, classificato da Europol come una grave minaccia alla sicurezza.

L’organizzazione opera agganciando adolescenti e soggetti vulnerabili attraverso piattaforme di gioco virtuali e forum online. Il meccanismo prevede l’ottenimento di materiale intimo tramite estorsione informatica, usato poi per ricattare le vittime e indurle a compiere atti di autolesionismo. La misura dell’isolamento in carcere è stata disposta dalle autorità maltesi per impedire che il giovane possa svolgere attività di reclutamento verso gli altri detenuti. I genitori del ragazzo non contestano le accuse formali dell’inchiesta, ma hanno espresso forte preoccupazione per il trattamento penitenziario riservato al figlio, denunciando condizioni di detenzione ritenute sproporzionate per la sua età.

I familiari hanno riferito di aver notato bruschi cambiamenti comportamentali nel figlio a partire dai primi mesi dell’anno, sostenendo che sia stato a sua volta vittima di condizionamento e adescamento in rete. Per questo chiedono che il minorenne possa accedere a un percorso di recupero e reinserimento invece di rimanere in una condizione di completo isolamento.

Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo 150 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. I commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. Vi preghiamo di segnalare eventuali problemi tecnici al nostro supporto tecnico La Redazione