“Quello che conta è procedere rapidamente alla conversione del decreto per riprendere poi il percorso di riforma contenuto nella legge delega”. E’ soddisfatto Maurizio Sacconi, senatore del Nuovo Centrodestra, del Jobs Act “orientato ad incoraggiare la propensione ad assumere e a creare lavoro“. Sui critici, in primis il M5S, secondo cui il decreto introduce un precariato a vita, l’ex ministro del Lavoro dell’ultimo governo Berlusconi, dice: “Non è così. Il contratto a termine e il contratto di apprendistato sono contratti di qualità. Certo non c’è una prospettiva di lungo periodo che ciascuno legittimamente desidera, ma quella certezza che davano i contratti a tempo indeterminato oggi non c’è più per ragioni oggettive e la regolazione deve adattarsi ad un mondo che cambia se vogliamo fare lavoro”. Sacconi poi commenta le parole di critica pronunciate del segretario della Cgil Susanna Camusso e rivolte al presidente del Consiglio Matteo Renzi: “Parole esagerate, la Cgil non può avere pretese”. E sulla concertazione Sacconi è netto: “E’ morta da un pezzo e quando c’è stata non ha mai funzionato”  di Manolo Lanaro

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Diventa Sostenitore
Articolo Precedente

Cgil, scontro Fiom-minoranza su presentazione liste per rinnovo comitato

prev
Articolo Successivo

Dl Lavoro, i senatori M5s si ammanettano in Aula. Calderoli: “Posso farvi arrestare”

next