A poche settimane dal voto, l’ex premier, Romano Prodi, si lascia andare a qualche previsione sul futuro delle istituzioni europee. Soprattutto alla luce dell’ascesa dei movimenti euroscettici. “Sicuramente questi partiti avranno successo, perché c’è una scontentezza, creata in parte dagli errori della politica europea e in parte dalla crisi economica” ha spiegato sabato 3 maggio a Rimini, a margine di una lectio magistralis organizzata alle Giornate del lavoro della Cgil. Però, secondo il professore, “dopo le elezioni ci sarà una sufficiente maggioranza, molto probabilmente una grande coalizione”. Formazione che dovrà “prendere lezione dagli allarmi” legati all’ondata del populismo, e iniziare veramente “la politica che bisogna fare in Europa”. Poi in sala ha concluso: “La presenza alle prossime elezioni europee di partiti populisti che fanno parte di una famiglia variegata, e che sono diversi fra loro, spingerà verso il rafforzamento le istituzioni europee”  di Giulia Zaccariello

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