Primo o poi doveva succedere. Il citofono “trilla” e alla domanda chi é qualcuno risponde: “Polizia, cerchiamo Silvio Berlusconi“. L’ex premier, come qualsiasi altro condannato affidato ai servizi sociali o semilibero, ha ricevuto un controllo per stabilire se stesse rispettando le prescrizioni del Tribunale di Sorveglianza di Milano: tra le indicazioni da rispettare anche quella di essere a casa dopo le 23. Il leader di Forza Italia ha ricevuto nella tarda serata di mercoledì 30 aprile un controllo della polizia per verificare che fosse in casa.

Gli agenti, secondo quanto riportato da Il Giornale, hanno citofonato dopo le 23 nella residenza romana dell’ex premier in Via del Plebiscito, a palazzo Grazioli. Accanto alla notizia un editoriale del direttore Alessandro Sallusti che attacca l’appello di “Micromega” per revocare i servizi sociali a Berlusconi.

Per l’ex Cavaliere è il primo controllo da quando i giudici hanno deciso la misura alternativa agli arresti domiciliari per l’esecuzione della pena di un anno come conseguenza della sentenza Mediaset (4 anni per frode fiscale di cui 3 condonati grazie all’indulto). Il leader di Forza Italia sconterà la pena nell’assistenza dei malati di Alzheimer nel centro Sacra Famiglia di Cesano Boscone e inizierà il prossimo 9 maggio.

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