“A un certo punto la pinza meccanica ha cominciato a distruggere la barricata mettendo a repentaglio la vita dei manifestanti. Operava in modo disinvolto, al di fuori di ogni regola di sicurezza”. E’ la testimonianza resa oggi nell’aula bunker delle Vallette, a Torino, da Carlo Gamalero, artigiano in pensione chiamato come testimone dalla difesa al maxi processo ai No Tav. Gamalero si riferiva all’operazione con cui le forze dell’ordine sgomberarono, il 27 giugno 2011, il grande presidio No Tav alla Maddalena di Chiomonte, dove oggi sorge il cantiere preliminare della ferrovia ad alta velocità Torino-Lione. Quanto agli episodi del 3 luglio successivo, ha affermato che “furono sparati in modo esagerato gas lacrimogeni nocivi contro tutti i manifestanti in risposta a un’azione simbolica”: un gruppo di No Tav aveva legato una fune a un cancello per tentare di farlo cadere. Dal tenore di una delle sue prime risposte si è capito che il testimone aveva seguito fra il pubblico alcune delle udienze precedenti, cosa che non avrebbe potuto fare. “Non lo sapevo”, ha detto Gamalero. Il tribunale ha deciso di ascoltarlo ugualmente.

Il processo contro i No Tav accusati di “attentato con finalità terroristiche, atto di terrorismo con ordigni micidiali ed esplosivi” e “detenzione di armi da guerra e danneggiamenti” in relazione agli scontri del maggio 2013 inizierà invece il prossimo 22 maggio. I 12 giudici popolari, in via precauzionale, arriveranno in aula con la scorta

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