“Se Francesco ne mostra una copia durante l’Angelus, diamo tutto in beneficenza”. Ride di gusto l’ad Ernesto Mauri, quando i giornalisti nominano ‘Il mio Papa‘, l’ultima creatura di casa Mondadori che ha esordito con 300mila copie vendute per i primi due numeri usciti in edicola. Una boccata d’ossigeno per la casa editrice di Segrate, che ha presentato oggi i magri risultati del 2013: un profondo rosso sul quale si staglia il bianco candore del settimanale dedicato a Bergoglio. “Un prodotto editoriale nuovo utilizzando solo costi variabili. Non faremo più nulla a soli costi fissi”, spiega l’ad Mauri: “Poi, vedremo quanto durerà questo effetto positivo di consenso e curiosità intorno al Pontefice”. Quanto ai libri, Mondadori nel 2013 ha perso il 7,8%. Ma la trilogia di ‘50 sfumature di grigio‘ ha fatturato 25 milioni di euro, con 12 milioni di margine e 3 milioni di copie vendute. Un’altra boccata d’ossigeno. E la strategia per il futuro? Dopo tagli e ristrutturazioni, hanno detto oggi i vertici di Segrate, si punta sulle sinergie editoriali, sull’utilizzo ottimale delle risorse interne che verranno messe nelle condizioni di interagire. E se interagissero ‘Il mio Papa’ e ’50 sfumature di grigio’? A un giornalista scappa una battuta: “Pubblicate ‘Il mio papi’” di Franz Baraggino

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