Finalmente qualcuno in politica che si interessa veramente e in modo serio della necessità di disciplinare a livello legislativo il whistleblowing, ossia la segnalazione di illeciti nell’interesse pubblico. Abbiamo già ricordato che nel Regno Unito i sondaggi indicano che il 72% dei lavoratori inglesi considera il termine in maniera positiva. Abbiamo già detto che coloro che denunciano, i whistleblower, non c’entrano nulla con i delatori o i pentiti. Negli Stati Uniti gli studi e le statistiche mostrano che gli incentivi economici sono stati in grado di aumentare, in maniera significativa, la quantità e anche la qualità delle denunce. In particolare, grazie alle segnalazioni dei whistleblower, gli Stati Uniti hanno recuperato oltre 27 miliardi di dollari fra il 1988 e il 2013, con incrementi annuali tendenzialmente costanti fino ad arrivare alla quota di circa 3 miliardi di dollari recuperati nel 2013.

Finalmente l’esempio parte dallo Stato, dalle figure di potere, che vogliono introdurre una legge scomoda soltanto per chi commette reati. Il Movimento 5 Stelle, prendendo spunto dalle raccomandazioni e dalle linee guida per la tutela e la promozione del whistleblowing pubblicate dall’Ong Transparency International Italia, ha infatti recentemente depositato una proposta di legge in merito, a prima firma di Francesca Businarolo, deputata alla Camera M5S.

Al fine di sensibilizzare la politica e l’opinione pubblica sul tema, Francesca Businarolo ha organizzato un convegno specifico, aperto a tutti previa richiesta, il 14 gennaio 2014 alle 11 alla Camera. Interverranno Davide Del Monte e Giorgio Fraschini, Project Officer e Ricercatore di Transparency International, nonché Nicoletta Parisi, docente di Diritto Internazionale e Comunitario. A conclusione dell’evento ci saranno anche le testimonianze di Simone Farina e Enrico Ceci, due di coloro che hanno avuto il coraggio di non abbassare la testa e di denunciare gravi condotte illecite, a discapito della propria carriera.

Ancora una volta il Movimento 5 Stelle dimostra di voler davvero cambiare il Paese. Finalmente un’iniziativa concreta da parte della politica: fatti, non parole.

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