Il 16 febbraio prossimo in Sardegna ci saranno le elezioni regionali. E il centrodestra non si smentisce mai. Il pregiudicato e capo del partito, Silvio Berlusconi, ha scelto come candidato alla Presidenza il varie volte imputato Ugo Cappellacci, accusato di bancarotta. La sentenza è prevista per il 13 gennaio prossimo. Pare che per il centrodestra le condanne penali e i rinvii a giudizio facciano curriculum per essere scelti e candidati. Ovviamente non potrebbe essere di certo Berlusconi ad invocare una fedina penale pulita per la scelta dei vari candidati alle Regionali. Ed in Sardegna il centrodestra rischierebbe di non avere candidati.

Basti considerare che oltre i guai giudiziari di Ugo Cappellacci, il centrodestra deve fare anche i conti con i tre arresti dei Consiglieri Regionali coinvolti per l’indagine dei fondi ai gruppi del Consiglio Regionale. Oltre a ciò l’attuale Assessore all’Ambiente, Andrea Biancareddu, è stato condannato ad un anno di reclusione per usurpazione di funzioni pubbliche. Lo stesso politico, esponente di spicco dell’Udc sardo, è indagato insieme a molti suoi colleghi di centrodestra sempre per l’indagine attinente i fondi regionali dei gruppi consiliari.

Qui la netta differenza con quanto sta accadendo nel Pd sardo che aveva fatto nel settembre scorso le primarie per la scelta del candidato a Presidente, concluse con la vittoria dell’eurodeputata Francesca Barracciu. A seguito dei risultati la vincitrice delle primarie era stata raggiunta da un avviso di garanzia per il filo di indagine riguardante sempre i fondi ai gruppi regionali.

In questa occasione la nuova segreteria nazionale e la direzione regionale del Pd hanno voluto dare un grosso segnale di svolta e di cambiamento. Si è deciso, infatti, di non candidare l’On. Barracciu. E così sarà anche per tutti quelli del Pd coinvolti dalle indagini sui fondi ai gruppi. Un bel segnale e una netta differenza con il centrodestra.

Da una parte un centrodestra che premia coloro che hanno seri guai giudiziari e dall’altra un centrosinistra che vuole dimostrare che la politica può essere finalmente diversa. Il Pd sardo sta dimostrando, anche se con tempi lunghi e farraginosi, di essere pronto a cambiare radicalmente pagina. Le differenze esistono e sono notevoli. Di certo in questi anni il Pd ha avuto mille difetti, ma per rimediare non è mai tardi. E in Sardegna si spera possa finalmente iniziare il vero cambiamento che i cittadini chiedono: avere dei politici che diano il buon esempio e che governino nell’esclusivo interesse della collettività.

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