Come ogni anno, iniziano i saldi! Ma, si sa, come per ogni cosa, anche dietro a questa vicenda, si nasconde un giro di affari, non sempre trasparente.

Passato il momento degli acquisti natalizi ed a cavallo dell’inverno i negozi cercano di smaltire le scorte, cercando di limitare i margini dell’invenduto. Ipotizzando un “ricarico” del venditore sino al 50-70% del prezzo di acquisto avremo che la massima riduzione si potrà attagliare intorno a quella percentuale: diversamente il commerciante ci rimette. Dove il ricarico è più ridotto è ovvio che il margine di guadagno si assottiglia e lo scontosarà inferiore.

Quindi, non ci si possono aspettare dai saldi dei grandi affari!

Se il capo posto a saldo è di marca, lo sconto potrà essere sul 20-25% diversamente potrà arrivare anche fino al 70-80%. Vi è anche da considerare che spesso vengono refilati articoli fuori produzione, o modelli superati: in tal caso più che saldo è smaltimento dell’invenduto degli anni precedenti.

A tali casi si aggiungono la lucrosa attività dei truffatori, sempre pronti a sfruttare i momenti giusti, specialmente in un periodo di crisi, come quello che viviamo. Il mercato viene invaso da prodotti di scarsa qualità, spesse volte nocivi alla salute.

Cosa fare?

Intanto è necessario che vi sia un rapporto fiduciario tra commerciante/prodotto con il consumatore: se si conosce il commerciante ed il prodotto si possono limitare i danni. Poi si deve diffidare da prodotti anonimi che propongono la copia di quelli di marca a prezzi stracciati: in questi casi la truffa è dietro l’angolo e spesso si gioca con la salute.

Spesso lo sconto è solo frutto di falsa pubblicità: viene reclamizzato uno sconto virtuale dovuto solo all’innalzamento del prezzo di base. Insomma saldi equivale a soldi: soldi che spende il consumatore e che incassa il commerciante…bisogna valutare il valore del denaro e non lasciarsi incantare dalle parole!
close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Articolo Precedente

Effetto crisi sulle opere pubbliche. Buoni propositi e best practice

prev
Articolo Successivo

Fiat, Marchionne sbanca Chrysler. Colpo grosso con 1,75 miliardi di dollari cash

next