C’è chi – Die Welt – lo annuncia come “il Tony Blair italiano”, destinato a battere “Gianni il rosso” (ma chi, Cuperlo?). C’è chi – il Financial Times – lo preannuncia come “un terremoto”. E c’è chi, come El Pais, è fermo a “renzisconi”. Pochi hanno dubbi che Matteo Renzi, sindaco di Firenze, vincerà le primarie del Pd; e quasi tutti pensano che, dopo averle vinte, darà l’assalto al governo. E l’Ft consiglia Letta di guardarsi le spalle: “Renzi è ansioso di mostrare le credenziali da premier”.

Delle primarie del Pd, i media esteri parlano molto, ma forse meno di quanto noi ci aspetteremmo. Die Welt ripropone l’equivalenza un po’ intellettuale e di presa modesta tra Renzi – Cuperlo e Mozart – Salieri: il genio contro l’artigiano (una sortita di Cuperlo a settembre, una sorta d’autogol perché nessuno la capisce e chi la capisce non ha nessuna simpatia per l’intrigante Salieri).

Il giornale tedesco, però, ci aggiunge un pizzico di banalità del suo, paragonando Renzi a due leader innovatori di partiti della sinistra europea, il premier britannico Tony Blair, laburista, e il cancelliere tedesco Gerhard Schroeder, socialdemocratico – né l’uno né l’altro hanno un’immagine limpida. Invece, un quotidiano tedesco meno noto, il Potsdamer Neueste Nachrichten, s’interroga su Renzi come fanno molti italiani: “È giovane, è vivace… ma che cosa davvero vuole?”, delle tante cose, spesso contraddittorie, che dice.

Per il Financial Times la marcia verso la vittoria del sindaco sta già scuotendo “come un terremoto” il “confuso paesaggio politico italiano”. Il quotidiano della City attribuisce, al favorito alle primarie, l’intenzione di trascinare il Partito democratico “lontano dalle sue radici di sinistra”: Renzi “non piace particolarmente” al popolo dei vecchi partiti della sinistra italiana; “lo si guarda con sospetto, ma ottiene voti”, lui “che vuole, letteralmente, rottamare le vecchie strutture e l’apparato, personale brizzolato incluso”. Alcune frasi del candidato segretario appaiono “un ultimatum” a Letta, anche se il campionario delle affermazioni di Renzi è ad ampio spettro.

El Pais spiega l’ascesa del sindaco con una somma di fattori ben combinati: “l’assoluta mancanza di peli sulla lingua… la capacità di levarsi di torno il nemico, una volta individuatolo… e, infine, la giovane età”. E in lui, per i modi schietti e l’abbigliamento disinvolto, “molti vedono un infiltrato del centrodestra, qualcuno un impostore”.

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