Giustizia amministrativa contro gli esperti della commissione scientifica incaricata di esprimersi sul metodo messo a punto da Davide Vannoni. Il Tar del Lazio ha accolto il ricorso presentato dal fondatore di Stamina Foundation, che aveva espresso perplessità sulla composizione del gruppo, sostenendo che “alcuni membri si erano espressi contro il metodo prima ancora di essere nominati”. Secondo i giudici, questo motivo, oltre che “ammissibile è anche provvisto di sufficiente fumus, non essendo stata garantita l’obiettività e l’imparzialità del giudizio” considerato che “il requisito dell’indipendenza dei componenti il Comitato scientifico è stato ritenuto essenziale anche dal ministero della Salute”, e che “tale indipendenza va intesa primariamente in senso ideologico e deve quindi concretizzarsi innanzitutto nel non approcciarsi alla sperimentazione in modo prevenuto, per averla già valutata prima ancora di esaminare la documentazione prodotta dalla Stamina Foundation”.

Insomma, gli esperti non avrebbero dovuto esternare (prima) quello che pensavano, visto che (nei mesi successivi) sono stati scelti dalla titolare del dicastero, Beatrice Lorenzin. Il ministero della Salute ha deciso già nelle prossime ore di nominare un nuovo comitato su Stamina, prendendo atto della sospensiva del Tar del Lazio. Saranno nominati i nuovi componenti “scelti anche tra esperti stranieri – precisa una nota – per la tempestiva ripresa dei lavori del Comitato scientifico che permetterà di compiere gli approfondimenti istruttori indicati dal Tar”. Prima del comitato si era pronunciata, a più riprese, già la rivista scientifica Nature. E un parere negativo sulla stessa linea di quello fornito allora dal Comitato scientifico del Ministero (ossia della mancanza di un metodo scientifico) era arrivato anche dal premio Nobel per la Medicina 2012, Shinya Yamanaka.  

Ma c’è un altro punto dell’ordinanza 8730, che alimenta le speranze dei sostenitori del metodo Vannoni: i giudici, che hanno fissato l’udienza di merito per l’11 giugno, hanno invitato il Ministero “a effettuare un’istruttoria approfondita” sul tema Stamina e disposto la sospensione del decreto di nomina della Commissione del ministero della Salute che ha bocciato il metodo. Questo comporta anche la sospensione del parere contrario dato dalla Commissione alla sperimentazione. Secondo il Tar “la decisione di iniziare o meno la sperimentazione sul metodo Stamina avrebbe richiesto certamente un maggiore approfondimento, atteso che l’importanza vitale che la stessa assume avrebbe giustificato la chiusura dei lavori in un arco di tempo superiore ai tre mesi impiegati dal Comitato. La Lorenzin ha annunciato di voler metter subito in pratica quanto suggerito dai giudici: “Ho voluto attivare immediatamente le procedure per il nuovo Comitato perché ritengo che in questa vicenda non si possano lasciare i malati e le famiglie nel dubbio”.

Vannoni apprende la notizia dall’Africa, in un Paese che per ora vuole mantenere segreto, “per incontrare un ministro della Salute interessato a parlare di una possibile sperimentazione”. Chiede alla Lorenzin di fare un passo indietro: “In un Paese civile il ministro della Salute, di fronte a tutto questo, si sarebbe già dimesso. Vedremo cosa ci verrà proposto, ci aspettiamo a questo punto dialogo e non un sistema arrogante come è stato finora”. 

Se da una parte l’associazione Luca Coscioni ribadisce che ”la decisione del Tar del Lazio ha sospeso, non annullato, la nomina del Comitato di esperti e la loro bocciatura del metodo Stamina. Perché vi sia annullamento, bisogna aspettare l’udienza di merito che sarà a giugno”, dall’altra i pazienti e i genitori dei bambini in lista d’attesa (per ora bloccata) per accedere alle “cure” di Vannoni esultano. “Qui stiamo festeggiando. Ho appena sentito il mio legale, e chiederemo un risarcimento danni”, dice Andrea Sciarretta, giovane padre della piccola Noemi, la bimba di 16 mesi affetta da Atrofia muscolare spinale (Sma) che era stata ricevuta in udienza privata da Papa Francesco nelle scorse settimane. 

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