Toxoplasma, svelato il segreto del parassita che si nasconde nel cervello. Lo studio Usa
C’è un microscopico “inquilino” che vive dentro il cervello e i muscoli di centinaia di milioni di persone nel mondo: si chiama Toxoplasma gondii, il parassita responsabile della toxoplasmosi. Per anni gli scienziati si sono chiesti come facesse un organismo così piccolo a sopravvivere per decenni dentro il nostro corpo, ammassato a centinaia dentro minuscole “bolle” protettive, chiamate cisti. Ora, uno studio del Whitehead Institute e del MIT di Boston ha finalmente svelato il suo segreto. I ricercatori hanno scoperto che il parassita possiede una sorta di “interruttore d’emergenza”, una proteina battezzata TgPRO. Quando centinaia di parassiti si ritrovano stipati dentro una singola cisti nel cervello o nei muscoli, la situazione diventa critica: il cibo scarseggia, i rifiuti si accumulano e le molecole tossiche dell’ossigeno rischiano di distruggerli dall’interno. È qui che entra in gioco TgPRO: questa proteina riorganizza il metabolismo del parassita, gli fa consumare l’energia in modo più efficiente, gestisce le scorte di ferro e lo protegge dagli stress cellulari.
“Uno screening su tutto il genoma si è rivelato un metodo estremamente efficace per comprendere come il sovraffollamento influisca sulla capacità di sopravvivere del parassita”, spiega Chinmay Kalluraya, tra i primi autori dello studio. “La fase cronica dell’infezione è sempre stata un mistero”, prosegue Christopher Giuliano, altro autore dello studio. “Dimostrare che questa proteina serve a far crescere le cisti ci fa capire come il parassita riesca a resistere nel cervello per mesi o addirittura per anni”, aggiunge. Capire come il Toxoplasma riesca a mettere le radici nel nostro organismo è fondamentale perché, sebbene spesso rimanga silenzioso, questo parassita può diventare estremamente pericoloso.
Nelle persone sane, l’infezione passa quasi sempre inosservata o si confonde con una banale influenza, lasciando giusto un po’ di stanchezza o i linfonodi del collo ingrossati. Il sistema immunitario riesce a bloccarlo, ma non ad eliminarlo del tutto: il parassita si “addormenta” dentro le cisti nei muscoli o nel cervello e rimane lì, inattivo, per tutta la vita. I veri guai cominciano quando le difese dell’organismo si abbassano o quando c’è di mezzo una gravidanza. Nelle persone con un sistema immunitario fortemente indebolito – come chi sta affrontando cure oncologiche, chemioterapie, un trapianto d’organo o vive con l’HIV – il parassita approfitta della debolezza dell’ospite. Le cisti si “risvegliano” e i parassiti ricominciano a moltiplicarsi nell’encefalo, causando gravi infezioni cerebrali che possono portare a convulsioni, perdita di memoria, problemi di movimento e situazioni di pericolo di vita.
L’altro grande rischio riguarda le donne in gravidanza che contraggono l’infezione per la prima volta mentre sono incinte. Se il parassita passa attraverso la placenta al futuro bambino (toxoplasmosi congenita), i danni possono essere gravissimi. Se l’infezione avviene nei primi mesi, c’è il rischio di aborto. Se avviene più avanti, il bambino può nascere con gravi malformazioni al cervello (come l’idrocefalia, l’accumulo di liquido nella testa) o con lesioni agli occhi che possono causare cecità parziale o totale. Molti bambini infettati nascono apparentemente sani, ma possono sviluppare problemi alla vista, all’udito o ritardi nello sviluppo anche a distanza di anni.
Il veicolo principale dell’infezione è il cibo: mangiare carne cruda o poco cotta (specialmente insaccati o cacciagione) oppure ortaggi e frutta lavati male. Un altro canale è il contatto accidentale con la terra o con le lettiere dei gatti, che sono gli unici animali in cui il parassita completa il suo ciclo riproduttivo eliminando le “uova” con le feci. Ecco perché la scoperta della proteina TgPRO è così importante: avendo individuato lo “scudo” che permette al parassita di nascondersi e resistere nel nostro cervello, i ricercatori sperano ora di poter progettare farmaci capaci di disattivarlo, liberando una volta per tutte l’organismo da questo pericoloso ospite indesiderato.
Valentina Arcovio