Dopo la decadenza, il suo partito, Forza Italia, ha chiesto al presidente della Repubblica un incontro al Quirinale. Francesca Pascale, la sua fidanzata, fa di più, e dalle colonne del Corriere della Sera lancia un appello a Papa Francesco: “Mi riceva e ascolti la storia di Silvio Berlusconi”. Ma non è la prima mossa tentata dalla Pascale per il Cavaliere. Aveva già pensato di scrivere una richiesta di grazia a Giorgio Napolitano, ne aveva già parlato con i figli del Cavaliere, aveva ricevuto il via libera, ma “poi abbiamo capito che per lui sarebbe stata come una violenza, visto che è innocente. Avevo pensato di andare al Quirinale. Poi ho capito che avrei trovato le porte chiuse”. Ma “se quelle porte non fossero chiuse ci andrei, a parlare col capo dello Stato. Come andrei di corsa a parlare con Papa Francesco”.

Oggi per lei è un giorno “di amarezza indicibile”. Berlusconi invece “vela sempre con l’autoironia anche la sua tragedia personale“. Adesso per strapparlo da chi gli vuole male “vorrei portarmelo via, allontanare il mio uomo da chi lo odia, per preservarlo dai colpi e dall’umiliazione ingiusta. Mi rendo conto però che così non sarebbe lui, non si riconoscerebbe guardandosi il mattino”. Ma la Pascale parla anche dell’ex delfino Angelino Alfano: “Gli sarebbe bastato aspettare e sarebbe stato lui il leader naturale”, mentre ora “già dal nome, più che un partito, quello di Angelino sembra una società di autonoleggio”. Il premier Enrico Letta invece “è un democristiano sbiadito. Anzi, l’indole sua e della sinistra è quella dei comunisti. Ma anche sono peggio dei comunisti perché negano di esserlo”.

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