“I reati finanziari non sono stati mai presi in considerazione nei provvedimenti di amnistia e indulto“. Il ministro della Giustizia Anna Maria Cancellieri, probabilmente pensando alle polemiche su un provvedimento di clemenza che potrebbe riguardare Silvio Berlusconi, spiega che “sulla base delle precedenti esperienze, in passato i reati finanziari non sono mai stati considerati e quindi è soltanto una manifestazione di esperienza vissuta”.

In realtà nel 2006 furono esclusi dall’indulto i reati relativi a mafia, terrorismo, violenza sessuale, prostituzione, pornografia minorile, riciclaggio e traffico di droga. Mentre nel 1990 l’amnistia invece non riguardò i reati non finanziari e una lunga serie di reati tipici dei colletti bianchi e dei politici tra cui anche quelli contro la pubblica amministrazione (corruzione, concussione e peculato).

”Essendo però un atto che va in Parlamento, poi sarà il Parlamento – precisa il ministro Cancellieri – che valuterà quali saranno i reati. Non scippo le prerogative del Parlamento; lo so che qualcuno lo pensa, ma non mi permetterei mai. Stiamo facendo però – aggiunge -, le nostre considerazione che quando verrà chiesto il parere del governo, noi dobbiamo essere in grado di dare le risposte giuste. Quindi – ha concluso – abbiamo tutto una serie di valutazioni da fare sulla base a seconda delle prospettive diverse che possono esserci”. Il Guardasigilli auspica “che il messaggio del capo dello Stato abbia quel giusto riscontro che merita”. 

”Il ministro Gaetano Quagliariello ha fatto un discorso di grande correttezza: non possiamo pensare a provvedimenti pro o contro. Noi dobbiamo pensare – spiega – ad una legge che serve alla popolazione carceraria e che sia voluta dal Parlamento. Non mi dilungo oltre – ribadisce – perché poi dicono che io voglio togliere potere al Parlamento. Lasciate che il Parlamento faccia. Io, da parte mia, mi preparo per quando mi chiederanno un parere. Perché, naturalmente, non è che noi non esistiamo; abbiamo ancora una funzione, ogni tanto”.

 

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