Le proteste in Val di Susa sono il punto più alto che ha raggiunto la coscienza civile del Paese. Chi parla di terrorismo dice buffonate”. Erri De Luca, scrittore partenopeo, torna a parlare di Tav da Marano, in provincia di Napoli, a pochi chilometri da dove a breve dovrebbe sorgere un inceneritore, il secondo della Campania, che dovrebbe bruciare le ecoballe accatastate da anni sul territorio regionale. Parlare di terrorismo in Piemonte, dice De Luca, “serve ai pubblici poteri per indurire la presenza militare, la repressione, serve a giustificare arresti e sequestri. Sono balle che però hanno ricadute gravi sulla vita delle persone”. Lo scrittore, poi, paragona la situazione piemontese a quella partenopea: “Qui sta per succedere lo stesso rischio capitale del Tav: l‘imposizione con la prepotenza di un’opera, l’inceneritore, che non tiene conto della salute e della vita stessa delle persone che vivono in questo territorio. Come in Valsusa la faccenda sta nel diritto alla legittima difesa“. “Qui – conclude De Luca – siete più sparpagliati che in Val di Susa, e allora dovete immaginare di essere comuni di una stessa vallata che sta per essere stuprata. Va difesa la integrità fisica, femminile, del territorio: la terra è nostra”  di Andrea Postiglione

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Diventa Sostenitore
Articolo Precedente

No Tav, attentato incendiario nella notte: distrutti mezzi per un milione di euro

prev
Articolo Successivo

Valsusa, brucia azienda coinvolta in scavi. “Rogo doloso, già subìto altre minacce”

next