“Perché non Dario Fo senatore a vita?” E’ la domanda che il leader del M5S Beppe Grillo rivolge al presidente Napolitano in un post sul suo blog dando spazio “a un tarlo che mi rode da giorni”. “Dario avrebbe rifiutato, va bene, ma il gesto andava fatto. Se non lui, uno dei due Nobel italiani in vita, chi altri? Questo è uno sgarbo istituzionale, non una scelta. Perché non Dario Fo? Forse perché è un uomo libero, non condizionabile? La decisione è stata presa su che basi? Mistero”, scrive Grillo puntualizzando “il massimo rispetto” per i 4 senatori a vita nominati da Napolitano.

Tuttavia, evidenza Grillo, “il sospetto che siano state nominate per un voto sicuro a un futuro governo del pdmenoelle, un Letta bis o un Amato, l’ex tesoriere di Craxi, eterno cavallo di ritorno, è forte”. E poi, continua il leader 5 Stelle, “sono contrario alla nomina di senatori a vita con diritto di voto che alterano gli equilibri della democrazia popolare. Un’usanza medioevale e antidemocratica. Si possono magnificare con titoli roboanti, tipo Gran Baronetto del Quirinale o Immenso Cavaliere di Palazzo Madama, ma senza diritto di voto, quello no”.

Concludendo il suo post, Grillo torna quindi sui 4 senatori nominati. “La grancassa dei giornali e delle televisioni ha celebrato questo atto presidenziale come una prova di enorme saggezza magnificando le scelte, ma nessuno ha speso una parola sul Grande Assente, su Dario Fo. Tutti allineati a difendere il fortino. Ecco, ora l’ho detto. Dario è il mio senatore a vita e come direbbe Guccini “a culo tutto il resto”, sono le parole del leader M5S.

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