All’indomani dell’appuntamento mondiale contro l’omofobia in Russia, Vladimir Putin si è reso “disponibile” ad un confronto con gli attivisti Lgbt russi. “Se qualcuno di loro volesse incontrarmi, eccomi qua, ma finora non si è verificata nessuna iniziativa da parte loro”. Così, parlando della questione siriana in un’intervista al primo canale russo e all’agenzia Afp, Putin ha affrontato en passant il problema delle leggi omofobe del Cremlino. All’apertura di Putin ha subito reagito l’organizzatore del gay pride di Mosca, Nikolai Alekseev, chiedendo un incontro con il presidente russo tramite il suo account Twitter. L’attivista ha specificato che avrebbe presentato a breve una richiesta ufficiale presso l’amministrazione del Cremlino. “Putin è sempre aperto al dialogo”, ha detto Dmitri Peskov, portavoce del presidente russo, aggiungendo che quest’ultimo esaminerà l’istanza di Alekseev. Peskov però ha escluso un eventuale incontro congiunto tra il presidente americano Barack Obama, Vladimir Putin e la comunità Lgbt a margine del G20, che si svolgerà dal 5 al 6 settembre a San Pietroburgo. Obama dovrebbe incontrare alcuni leader di movimenti gay durante la sua visita in Russia. “Per Putin è stato già previsto un altro programma”, ha spiegato Peskov. 

Scettica però, in vista di un possibile incontro di Putin con rappresentanti della comunità gay, è Elena Kostyuchenko, giornalista della Novaya Gazeta (la testata della cronista uccisa Anna Politkovskaya). “Quindi tutti i problemi della comunità Lgbt stanno nel fatto che io non abbia telefonato a Putin facendomi invitare per un caffè insieme? Lui invece non chiama mai per primo”, ha twittato l’attivista che si è baciata pubblicamente con la sua compagna davanti alla Duma per protestare contro i provvedimenti omofobi varati dal parlamento russo. La giornalista si è detta particolarmente indignata quando ha sentito Putin dire: “Io lavoro con queste persone (omosessuali, ndr) e a volte assegno loro onorificenze di Stato per i loro meriti in vari ambiti”. “Abbiamo bisogno dei diritti, e non di cianfrusaglie”, ha scritto la Kostyuchenko su Twitter. Per quanto riguarda l’iniziativa di Nikolai Alekseev per incontrare Putin, a qualcuno è sembrata una mossa di facciata. Il leader della comunità Lgbt russa è stato definito “marionetta del Cremlino” in un articolo uscito sulla rivista americana Out e firmato da Michael Lucas, regista e attore del gay porno di origini russe. Lucas ha accusato Alekseev di essere uno strumento della propaganda del regime russo.

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