Roberto Benigni scherza sulla manifestazione di via del Plebiscito e sulla condanna di Berlusconi durante il suo spettacolo su Dante dal palco di piazza Santa Croce a Firenze. Sottolinea la “spontaneità” dell’iniziativa, dove “hanno pagato tutto e tutti sennò chissà chi ci andava“. Battute anche su Sandro Bondi (“signore pietà, è tornato” dopo la sentenza della Cassazione), che avrebbe avvertito: “La Santanchè ha già comprato quattro bazooka e Brunetta è vestito da Rambo”.

Non ride però il capogruppo Pdl alla Camera Renato Brunetta che critica il comico toscano: ”Un buon motivo per non andare all’Inferno – ha detto – è l’idea di trovarci Benigni che ripete la sua solfa uccidendo Dante anche là. Per il resto, finché Benigni ripete pateticamente le battute sul sottoscritto e altri colleghi del Pdl, attinte dal repertorio di Grillo e Crozza, non fa ridere, ma pazienza”.

Brunetta attacca in particolare le dichiarazioni di Benigni sull’iniziativa di domenica: “Non c’entra nulla con l’umorismo, ed è pura menzogna, sostenere come fa lui che per la manifestazione di domenica a Roma ‘hanno pagato tutto e tutti‘. Un’infamia che colpisce non solo gli organizzatori ma diffama volgarmente tanta gente comune e perbene, che è capace di provare affetto per Berlusconi e rabbia per l’ingiustizia, ed è la stessa che prezzola Benigni con il canone quando ci rifila a tariffe milionarie i suoi flop danteschi”.

A difendere Benigni è intervenuto in giornata il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi: “Noi che siamo abbastanza convinti che Benigni, che vuole bene a Berlinguer, ha quasi sempre ragione, siamo molto scandalizzati dell’attacco di Brunetta contro il comico toscano, reo di avere fatto dell’ironia e di avere detto la verità sul Pdl e sulla manifestazione libertaria svoltasi domenica in difesa di un noto pregiudicato”, ha scritto il governatore toscano sul suo profilo Facebook. “Insomma, lasciate stare Benigni”.

Non si è fatta attendere, però, la controreplica di Brunetta: “Il governatore Rossi non ha proprio nulla di meglio da fare che difendere il suo ‘cocco‘ Benigni? Questi tipini di comunisti, ormai moderni ed emancipati, sono proprio persone bizzarre. Usano ogni mezzo – televisione, satira, comici, Benigni, per l’appunto – per delegittimare gli avversari politici e quando ricevono delle risposte educate si rivoltano e attaccano a testa bassa. A Enrico Rossi dico con un sorriso: è proprio vero, non ci sono più i comunisti di una volta”.

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