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Bimba morta di difterite a Palermo, gli igienisti: “Controllate le vaccinazioni dei vostri figli prima del ritorno a scuola”. La Sicilia è ultima per copertura

L'Isola è fanalino di coda in Italia per copertura vaccinale in età pediatrica. La Società Italiana di Igiene: "È una malattia infettiva grave e potenzialmente letale. Se oggi è molto rara è proprio grazie alle immunizzazioni". La mamma della bambina: "Medici incompetenti, non è sicuro sia difterite"
Bimba morta di difterite a Palermo, gli igienisti: “Controllate le vaccinazioni dei vostri figli prima del ritorno a scuola”. La Sicilia è ultima per copertura
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Fino al 10% di vaccinazioni esavalenti in più in due giorni. La prima risposta della popolazione di Palermo alla notizia della morte di una bambina di 4 anni per sospetta difterite è di accogliere gli appelli di igienisti e infettivologi alla vaccinazione. Il dato trapela da ambienti sanitari e dà l’idea di come la tragica scomparsa della bimba, che non era stata immunizzata per scelta dei genitori, abbia colpito le famiglie palermitane. La Sicilia, secondo gli ultimi dati del ministero della Salute relativi alle vaccinazioni per i nati nel 2022, è fanalino di coda in Italia per la copertura vaccinale in età pediatrica: è dell’85% la percentuale di adesione al ciclo vaccinale completo di tre dosi contro polio, difterite, tetano, pertosse, epatite B. La più bassa nel nostro Paese, contro la media nazionale del 94,46%. Da qui l’ulteriore appello della Società italiana di igiene, medicina preventiva e sanità pubblica (SItI) ai genitori: è fondamentale verificare lo stato vaccinale dei propri figli, soprattutto in vista del rientro a scuola, e a recuperare tempestivamente eventuali dosi non effettuate.

L’Asp di Palermo intanto è alla ricerca del paziente zero, e per questo ha fatto scattare immediatamente l’indagine epidemiologica che servirà anche a stabilire tutti i contatti che ha avuto la famiglia con parenti e amici, per innescare la profilassi con gli antibiotici, cosa già avviata tra i medici degli ospedali Cervello e Civico che hanno avuto contatti con la piccola paziente. La bambina era arrivata sabato all’ospedale Cervello in condizioni già molto gravi. Il quadro clinico è rapidamente peggiorato, fino a rendere necessario il trasferimento in terapia intensiva all’ospedale dei Bambini. I medici hanno tentato ogni strada per salvare la bimba, arrivando anche a trasferirla in cardiochirurgia per sottoporla all’Ecmo, il sistema di circolazione extracorporea utilizzato nei casi in cui cuore e polmoni non riescono più a garantire autonomamente le funzioni vitali. Ma ogni tentativo è risultato vano. È morta la notte tra mercoledì e giovedì. L’ultimo caso di difterite mortale in Italia risale al 1991 proprio perché la malattia è stata arginata dalle immunizzazioni. La rarità dei casi può contribuire a far dimenticare che la malattia, però, non è stata eliminata dal mondo. Il batterio continua a circolare in diversi Paesi e può essere introdotto anche attraverso viaggi e spostamenti internazionali.

Come sottolineato dalla SItI e dal suo presidente Enrico Di Rosa che, manifestando la propria vicinanza alla famiglia, richiamano l’attenzione sull’importanza fondamentale della prevenzione vaccinale e del rispetto dei tempi previsti dal calendario: “La difterite è una malattia infettiva grave e potenzialmente letale, oggi divenuta molto rara nel nostro Paese proprio grazie alle vaccinazioni. L’assenza di casi non deve però farci dimenticare che queste malattie possono tornare a rappresentare una minaccia quando diminuiscono le coperture vaccinali o si creano gruppi di popolazione non adeguatamente immunizzati”, spiegano. “Vaccinare nei tempi previsti – prosegue la Società scientifica – significa proteggere bambini e adulti nel momento corretto, evitando di lasciare finestre di suscettibilità potenzialmente pericolose. Mantenere alte coperture vaccinali significa inoltre tutelare l’intera comunità e, in particolare, le persone più fragili. Si tratta di uno strumento sicuro, efficace e gratuitamente disponibile nel Servizio Sanitario Nazionale”.

Massimo Andreoni, professore dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata, membro del Collegio dei probiviri della Simit (Società italiana di malattie infettive e tropicali) e del Consiglio superiore di sanità, sottolinea che “quello che sta accadendo in questo momento in Italia è che non si punta sulla prevenzione, le scelte politiche vanno in altre direzioni come l’amnistia per i sanitari che non si vaccinarono contro il Covid – rimarca Andreoni -. La prevenzione deve entrare a scuola, si deve insegnare ai bambini. Serve una riflessione seria sull’esitazione vaccinale, nel mondo sanitario e tra la popolazione, mi chiedo come possa un medico non considerare i vaccini. Poi in Italia c’è anche l’obbligo vaccinale in età pediatrica che va rispettato e nel caso di Palermo non è stato fatto. Le società scientifiche – suggerisce – devono coalizzarsi per spingere le istituzioni ad affrontare in modo serio l’esitazione vaccinale. Serve un impulso per rilanciare la prevenzione altrimenti altri patogeni torneranno“.

Anche Asnas, l’Associazione nazionale assistenti sanitari, sottolinea l’importanza di mettere in atto una campagna di comunicazione che, “di fronte a dubbi o esitazioni, sia accogliente e non giudicante, capace di ascoltare le ragioni delle famiglie, contrastare la disinformazione senza stigmatizzare”. “Quando una malattia prevenibile torna a sottrarre una vita, non basta ricordare che il vaccino esiste: occorre chiedersi perché quella protezione non abbia raggiunto quella persona. Servono servizi accessibili e capillari, professionisti della prevenzione sul territorio e sistemi efficaci di chiamata attiva e recupero dei non aderenti”, commenta la presidente nazionale Asnas, Elena Nichetti.

Nel frattempo, la madre della bambina ha espresso il suo strazio sui social. “Il dolore è mio e solo mio ma vi auguro di non avere a che fare mai con medici incompetenti“, ha scritto su Facebook. Nel post la donna afferma che “medici incompetenti hanno sottovalutato” il caso di “mia figlia, quando è stata portata diverse volte al pronto soccorso”. E aggiunge: “Noi genitori non abbiamo scambiato la difterite per tonsillite” come “la causa della morte di mia figlia”, anche se, ha aggiunto, “ancora nulla è confermato, è un sospetto difterite”. Nel post la madre della piccola Anna Rosa critica anche i media che hanno “scritto e detto alcune cose solo per fare like sul caso di mia figlia”. Poi aggiunge: “Ci sono delle indagini in corso, di certo non contro noi genitori“. Infine: “Vi auguro di non avere a che fare mai con i medici che hanno distrutto la vita di mia figlia e quella di noi genitori”.

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