Rcs, casa editrice del Corriere della Sera, ha perso oltre il 3,6% in Borsa dopo l’inizio deludente dell’asta per l’inoptato, che riguarda i diritti di opzione non esercitati nell’aumento di capitale di settimana scorsa. L’asta ha registrato il tutto esaurito per le azioni di risparmio (senza diritti di voto), mentre per le azioni ordinarie (con diritto di voto) ci sono state ancora poche richieste: circa 1 milione su 16 milioni diritti messi sul mercato. Nessuno sprint, quindi, per accaparrarsi l’inoptato del gruppo editoriale.

Nella prima delle cinque sedute per la vendita dei diritti sull’inoptato dell’aumento di capitale, spiega una nota pubblicata da Rcs, sono stati venduti tutti i 1.148.777 diritti per la sottoscrizione delle 3.446.331 azioni risparmio, mentre per quanto riguarda le azioni ordinarie sono stati acquistati 1.074.159 diritti dei 16.239.574 messi sul mercato. Rcs ricorda che l’esercizio di questi diritti e la conseguente sottoscrizione delle azioni risparmio sarà effettuato lunedì prossimo, ovvero nell’ultimo giorno dell’asta dedicata all’inoptato.

La Consob ha intanto acceso un faro sui due principali protagonisti della battaglia per la casa editrice, la Fiat e Diego della Valle, patron di Tod’s. L’imprenditore marchigiano è atteso nei prossimi giorni negli uffici della Commissione per chiarire la sua posizione dopo le recenti dichiarazioni. Della Valle si era detto pronto a salire oltre il 20% nella casa editrice “prendendo anche tutto l’inoptato” e poi, nella lettera al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ha esortato tutti i soci a lasciare. Alla Fiat, invece, la Consob ha chiesto di chiarire per quale motivo la partecipazione in Rcs sia considerata “strategica”, come dichiarato dall’amministratore delegato, Sergio Marchionne.

Oltre alla Consob è entrato in campo anche l’Antitrust. Il garante della Concorrenza, parlando a margine della Relazione dell’Autorità per le garanzie delle Comunicazioni, ha annunciato di aver aperto un dossier sulla quota di Fiat in Rcs.

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