Una persona è rimasta uccisa e un’altra ferita in una sparatoria vicino a un seggio nei pressi di Lac, nel nord dell’Albania, 70 chilometri da Tirana. Secondo i  media locali che citano fonti di polizia il ferito è un candidato del partito del premier uscente Sali Berisha.

Oggi seggi aperti in per rinnovare il Parlamento in quelle che si preannunciano elezioni cruciali per il futuro cammino del paese verso l’integrazione europea, finora ostacolato dalle lunghe crisi politiche interne. Sono circa 6000 i poliziotti mobilitati per consentire che le elezioni si svolgano senza incidenti e oltre 350 gli osservatori internazionali dell’Osce (organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa) che monitoreranno il voto e che domani pomeriggio dovrebbero presentare il preliminare rapporto di valutazione.

“Incoraggio i leader politici ad evitare qualsiasi azione che possa avere un impatto negativo per lo sviluppo a medio e lungo termine di Albania in cambio di vantaggi politici a breve termine”, ha esortato il capo della missione della Osce a Tirana Eugen Wollfarth. In Albania si vota con un sistema proporzionale regionale a liste chiuse: 140 deputati sono eletti con il sistema proporzionale per un mandato di quattro anni, da più di 7.000 candidati. 

Secondo i media, l’uomo ucciso, Gjon Gjoni, 53 anni, sarebbe un sostenitore di uno dei partiti della coalizione di opposizione del centrosinistra guidata da Edi Rama. Il ferito invece, Mhill Fufi, sarebbe nella lista dei candidati in gara della coalizione del centrodestra del premier uscente. A Lac la situazione rimane comunque complicata. I commissari di voto dell’opposizione in 5 seggi sono andati via denunciando di essere stati minacciati con armi da fuoco da persone con i passamontagna entrati nel seggio.

 

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