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Trump risponde a Netanyahu con una citazione di Hilary Clinton: “Non ci sono alternative al piano del Board of peace per Gaza”

I retroscena raccontano che, lontano dai riflettori della campagna elettorale, il primo ministro israeliano si è detto disponibile a dare una chance all'accordo
Trump risponde a Netanyahu con una citazione di Hilary Clinton: “Non ci sono alternative al piano del Board of peace per Gaza”
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Non un risposta diretta ma una citazione della sua rivale, la democratica Hilary Clinton. Dopo lo stop pubblico di Benjamin Netanyahu all’intesa di 15 punti del Board of peace per Gaza, il silenzio di Washington è stato interrotto solo da un post di Donald Trump, che su Truth Social ha ripostato un articolo del Financial Times firmata dall’ex segretaria di Stato “Può non piacere, ma non ci sono alternative al piano del presidente Usa” scriveva in quel pezzo.

Un messaggio indiretto spedito a Tel Aviv, dopo cheieri il premier israeliano ha pubblicamente respinto la road map del Board of peace per il disarmo di Hamas e il ritiro delle truppe israeliane dalla Striscia di Gaza. Lo stesso annunciato con grande entusiasmo da Trump il 30 luglio. “Non ritireremo alcun soldato finché Hamas non sarà effettivamente disarmato”, ha scandito il primo ministro israeliano durante una riunione di gabinetto. Parole grazie al quale Netanyahu ha incassato l’approvazione dei ministri dell’estrema destra messianica, preziosi in vista del voto di ottobre. Anche se i retroscena pubblicati dall’informatissimo Axios e ripresi dalla stampa israeliana raccontano che dietro le dichiarazioni pubbliche del primo ministro, utili per tenere buoni gli alleati, sul campo qualcosa si sta muovendo.

E la dimostrazione risiede anche nelle dichiarazioni fatte trapelare ieri in serata dalla Casa Bianca. “Comprendiamo le esigenze politiche di Bibi. Non abbiamo problemi al riguardo, purché continui a fare ciò che chiediamo, in particolare per quanto riguarda la limitazione degli attacchi a Gaza” ha detto un alto funzionario americano ad Axios. Insomma, mentre Netanyahu, per esigenze di campagna elettorale, deve mostrare il pugno duro e apparire contrario a qualsiasi concessione, fuori dai riflettori lavora per non irritare l’alleato oltreoceano, con cui i rapporti si sono già raffreddati nei mesi scorsi dopo l’avvio dei negoziati con l’Iran.

Il sito americano racconta che la scorsa settimana Netanyahu ha avuto un colloquio telefonico con il genero del tycoon, Jared Kushner, al quale ha promesso di dare una possibilità al piano in 15 punti, nonostante il suo scetticismo. Sempre secondo Axios, i soldati dell’Idf si stanno gradualmente ritirando sulla Linea Gialla, che è il confine che demarca l’area occupata da Israele da quella dove ancora è presente Hamas nella Striscia. Una zona che attualmente occupa circa il 65% dell’enclave palestinese.

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