Dopo che i pm hanno chiesto una condanna a sette anni, per lei come per Lele Mora e Emilio Fede, Nicole Minetti è tornata oggi in tribunale per leggere le sue dichiarazioni spontanee. Un breve testo che ripercorre la sua versione dei fatti al centro del processo Ruby bis, dove è imputata di induzione e favoreggiamento della prostituzione, anche minorile. “Nacque un rapporto di amicizia che sfociò in una relazione sentimentale, e fu vero amore”, dice oggi la Minetti dei trascorsi tra lei e Silvio Berlusconi. La storia tra i due sarebbe maturata dopo il 2009, grazie a un’incontro nel reparto di dermatologia dell’ospedale San Raffaele di don Verzè, per concludersi entro la fine dello stesso anno, senza sciupare “lo straordinario affetto”. Lo stesso don l’avrebbe voluta al Consiglio regionale lombardo come rappresentante del suo istituto, racconta Nicole, e l’avrebbe raccomandata a Berlusconi. “Un errore”, dice oggi la ex igienista dentale, “non ero pronta”. La Minetti nega anche i rapporti con Karima El Mahroug detta Ruby: “Una delle tante presenti alle cene. E non ho mai dubitato della minore età da lei stessa dichiarata”. E sulla sera in cui la questura di Milano consegnò la minore alle stessa Minetti, l’imputata dichiara: “Un atto di generosità pensando di fare del bene”. Da ultimo Nicole si scaglia contro la procura: “Accuse fondate solo su teoremi e su un malcelato moralismo”, dice respingendo di aver organizzato alcunché, “spero mi verrà restituita un poco della serenità perduta” di Franz Baraggino

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