Il primo dato politico della tornata elettorale arriva dalla Valle d’Aosta, dove si è votato per il rinnovo del Consiglio regionale. Fino a ieri sera l’incognita era costituita dalla possibilità di andare il ballottaggio, ma l’ipotesi è sfumata. La coalizione autonomista composta da Union Valdotaine, Federation autonomiste e Stella Alpina si è infatti confermata alla guida della Regione avendo raccolto 18 seggi (la maggioranza più uno). Il centrosinistra (Alpe, Union valdotaine progressiste e Pd), invece, si è fermata a 15 seggi, la cui ripartizione (35 in tutto) nel dettaglio è la seguente: Stella Alpina 5, Union valdotaine 13; Movimento 5 Stelle 2; Union valdotaine progressiste 7, Partito Democratico 3, Alpe 5. Il M5S, quindi, è riuscito ad entrare nel parlamentino per il rotto della cuffia (6,62%, bastava il 6%), mentre il Popolo della Libertà ha confermato le previsioni negative ed è rimasto escluso dal governo regionale. Oltre a quello dei berlusconiani, molto negativo anche il risultato dei grillini. Rispetto alle elezioni politiche di febbraio, infatti, il movimento di Beppe Grillo ha perso 8.630 preferenze: 4.773 (6,62%) di oggi contro le 13.403 (18.5%) di tre mesi fa. In pratica, quasi due terzi della fetta raccolta a febbraio. In Valle d’Aosta, va sottolineato, la legge elettorale prevede un sistema proporzionale con sbarramento (almeno due seggi) e per vincere al primo turno è necessario ottenere il 50% dei voti o almeno la maggioranza dei seggi (18 su 35). Non è prevista l’elezione diretta del Presidente della Regione.

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