I dati sono ancora parziali, ma una cosa sembra certa: sempre meno siciliani vanno a votare. La bella stagione, soprattutto nella giornata di domenica non ha aiutato, ma ciò che si è registrato, nelle tre principali città dove  domenica si è votato per i ballottaggi per i sindaci (Messina, Siracusa e Ragusa), è il dato delll’affluenza, contrassegnata ovunque dal segno meno rispetto a quella del primo turno. Sembra difficile che di lunedì si abbia una partecipazione tale da ribaltare questo dato.

A Ragusa, alle 22 di domenica i cittadini andati alle urne sono stati il 30,98 per cento degli aventi diritto, oltre 12 punti in meno rispetto al primo turno. Il saldo negativo è salito a quasi 46 punti a Siracusa, dove i votanti sono stati il 22,81 per cento. A Messina il calo dei votanti è stato di oltre 17 punti, con il 30,49 per cento.

Se il raffronto col primo turno è negativo, il bilancio diventa ancora più pesante se si considera che il 9 giugno si era registrato un arretramento rispetto alle precedenti elezioni comunali. A Messina il risultato finale del primo turno segnava una diminuzione dei partecipanti al voto di oltre cinque punti, a Siracusa di 4 punti e mezzo e a Ragusa, dove si era votato per il sindaco e il consiglio comunale soltanto un anno fa, si era registrato un calo di otto punti e mezzo.

Ad appesantire il dato contribuiscono fattori locali, come a Siracusa, ad esempio, dove al ballottaggio sono andati il candidato sindaco del centrosinistra, Giancarlo Garozzo, e un candidato ex Pdl, Enzo Vinciullo, espressione di diverse liste civiche, lasciando così gli elettori del centrodestra di fronte ad una scelta che può non aver interessato la maggior parte di loro. Questo spiegherebbe almeno in parte quello scarso 23 per cento di votanti.

 I seggi hanno riaperto alle 7 e verranno chiusi alle 15 e subito dopo comincerà lo spoglio per l’elezione dei sindaci. 

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