Le macchinette vlt, le cosiddette “video lottery”, evoluzione delle slot-machine presenti nelle sale giochi e sempre più numerose nelle nostre città, pagano al fisco circa il 3 per cento in termini di tassazione fiscale. Sul pane si paga una tassazione del 4 per cento pieno. È la paradossale situazione denunciata da Simone Feder, di ‘Cittadinanza attiva’ e dell’associazione ‘Casa del giovane’ di Pavia, tra gli organizzatori della manifestazione ‘No Slot’ che si è svolta nella città lombarda, la capitale delle slot. Recenti statistiche riferiscono di una macchinetta slot ogni 110 abitanti. “A che gioco giochiamo?! Riprendiamoci il gusto della vita” è lo slogan scelto contro ”il gioco d’azzardo – dicono gli organizzatori – e i governi biscazzieri”. Alcune persone trascorrono anche tre ore ininterrottamente davanti ad un video-poker. Un fenomeno che poi porta al dramma economico di intere famiglie, che finiscono in mano ad usurai spesso con alle spalle la criminalità organizzata. Una rappresentanza di “Libera contro le mafie” era tra i partecipanti alla manifestazione anti-slot. Sono stati circa 400 i partecipanti, e durante la marcia sono state ricordate le cifre, davvero impressionanti, del gioco d’azzardo in Italia: “86 miliardi di fatturato nel 2012 nella filiera legale, a cui bisogna aggiungere 15 miliardi di quello illegale”; secondo gli organizzatori l’azzardo rappresenta il 4 per cento del Pil nazionale e la filiera del gioco è la terza industria italiana. In Lombardia si aspetta una nuova legge che regolamenti il settore, naturalmente più restrittiva. Roberto Maroni, il presidente della Regione, l’ha promessa e dovrebbe arrivare tra tre mesi circa. In Lombardia si gioca per 2 miliardi e 586mila euro  di Fabio Abati

 

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Ruby in aula: “Arcore? Minetti vestita da suora, poi in lingerie”

next
Articolo Successivo

Blob, Don Andrea Gallo: “Il partigiano del Vangelo”

next